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martedì 24 agosto 2010

Genova matrigna

In questa occasione sarò oltremodo trasandato, perché la provocatoria frase del titolo mi ha sempre creato molti dubbi.

Di sicuro é una frase ripetuta sin troppo nel Ponente Ligure (ma forse anche in altre province) dai mass-media e da (spesso presunti) opinion-makers.

La frase si riferisce in buona sostanza al comportamento prolungato negli anni della classe dirigente regionale (intesa in senso largo: istituzioni varie, partiti, sindacati), inteso come penalizzante nei confronti del territorio.

Nel contributo, che inizialmente intendevo prendere più alla leggera, ad un briciolo di dialettica su questo piccolo lembo d'Italia, avendo forse un po' maldestramente allargato il discorso, non potevo tralasciare, quasi fossi un cronista attento, l'argomento posto dal titolo.

Anche nei miei trascorsi lavorativi e di vita di relazione ho potuto personalmente riscontrare che qualcosa di vero, ma più attinente ai rapporti gerarchici di organizzazione, in quella frase sussisteva e sussiste. Credo che situazioni del genere capitino anche altrove rispetto al capoluogo di regione, sempre inteso come emblema di varie istanze.

Mi sono spesso posto il problema se non si era troppo provinciali: ritengo che, come spesso accade, la verità sia stata e sia in mezzo.

Solo che, stante l'attuale situazione del Paese, cui la Liguria certo non si sottrae, occorrono visioni ed impegni concreti di ben altro respiro: a chi di dovere l'arduo compito!

Il fatto é che, dal punto di vista di un giornalismo un po' estremo, la frase "Genova matrigna" rimane sempre una frase d'effetto.


12 commenti:

Sandra Maccaferri ha detto...

Già, a chi di dovere l'arduo compito.
A noi il diritto/dovere di SORVEGLIARE.
Buona giornata Adriano.

giacynta ha detto...

Non conosco la realtà della tua regione, ne farò esperienza leggendo te ed i commenti di chi la vive quotidianamente, volevo però lasciarti ugualmente una traccia del mio passaggio ed augurarti buona giornata.

novalis ha detto...

L'unica Genova che conoscevo da buon veneto è quella di:

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.


Ciao Adriano

Adriano Maini ha detto...

Una volta fatte le mie debite premesse, potrei passare successivamente a parlare di Genova mediante appunti un po' estemporanei.

@Sandra Maccaferri: Un apprezzamento convinto per le tue belle parole. Un caro saluto!

@giacynta: In buona misura (può sembrare un paradosso!) devo scoprire, o riscoprire, io stesso la Liguria, piccola striscia di terra dove, nonostante il cemento da tempo dilagante, montagne, mare, panorami, monumenti, case antiche si presentano come preziosi gioielli e la Storia ha vissuto pagine importanti.Un abbraccio!

@novalis: Non sono all'altezza per aggiungere commenti alle canzoni del grande Paolo Conte. Del resto, il Piemonte, nonostante le montagne, é a noi abbastanza vicino per riuscire ad apprezzare pienamente il pathos di un sub-alpino nei confronti di Genova. Spero che le mie contradditorie note su la Superba ti possano essere utili per una tua autonoma conoscenza. Ciao, Silvano!

il monticiano ha detto...

Penso anch'io che "Genova matrigna" sia soltanto una frase d'effetto che fa quasi dimenticare quali sono i disastri compiuti sul territorio.

Adriano Maini ha detto...

@monticiano: Hai trovato la frase giusta per riassumere quello che ho cercato di dire io.

Carmen ha detto...

Ciao Adriano, da genovese (oltre che da nauseata dalla politica) mi astengo dall'approfondire il discorso, di Genova preferisco parlare così:

http://liberacarmen.blogspot.com/2010/02/genova.html

Un carissimo saluto. Carmen

Adriano Maini ha detto...

@Carmen: Non ho parole per esprimerti l'incanto che mi prende leggendo e rileggendo lo scritto al quale mi hai rimandato. Lo raccomando di tutto cuore a chi mi ha sin qui seguito in questo mio personale preludio a Genova. Solo che, a questo punto, é come se io avessi già terminato il compito che mi ero prefisso. Con lo scorrere del tempo il mio amore per Genova, la Genova che hai così plasticamente cantato, si é fatto e si fa' più intenso. E di sicuro non l'ho vissuta e non la conosco al pari tuo. Anzi, nei miei limiti di tempo cerco di conoscerla meglio. In un empito di civismo, avendo scorto un tuo recente ragionamento, ho tentato l'approccio sin qui visto perché, lo ripeto, anche se non ne so bene la motivazione, mi sembrava istintivamente dovuto. E sinceramente, se non scorrevo di recente quelle parole scambiate tra te e Daniele Verzetti, forse non mi veniva l'ispirazione di parlare di Genova. Mi piacerebbe vedere ripubblicate le tue belle, intense note dedicate a Genova!

Un ancor più caro saluto. Adriano

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Più che matrigna é pigra, svogliata, a volte corrotta, sempre indifferente. E non ti permette mai di avere una chance.

Adriano Maini ha detto...

@Daniele Verzetti il Rockpoeta®: Aspettavo il tuo parere, che immaginavo più o meno come lo hai espresso: questo perché avevo letto l'accenno di un tuo ragionamento in proposito sul tuo blog (almeno, così l'avevo inteso io). Insomma, viva il confronto. Io, dal canto mio, per una volta ho hatto più il cronista che il testimone. Grazie!

Licia Titania ha detto...

Genova matrigna...è proprio il concetto che vorrei esprimere nei miei post targati "Genova è brutta". Ma d'altronde, come tu dici, Genova sa essere anche bella; a volte molto bella. Ciao.

Adriano Maini ha detto...

@Licia Titania: Ripeto meglio quanto detto in precedenza, vale a dire che la mia era un po' l'intenzione di provocare delle reazioni. Solo che, per farlo, ho riportato, da testimone e non da protagonista, delle cose che nel breve termine vengono sul serio dette. Ai posteri l'ardua sentenza. Grazie! Un caro saluto!