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giovedì 26 agosto 2010

Genova, sempre

Non intendevo ancora per qualche giorno tediare nessuno, ma il commento di Carmen al mio precedente post merita che io rimandi in qualche modo a quella che io ritengo una bella intensa poesia da lei, genovese, dedicata a Genova. Insomma, sia chiaro, il mio é un caldo invito a leggere quanto scritto in proposito da questa gentile blogger, che del tutto involontariamente mi ha fornito, altresì, con altro suo commento postato altrove lo spunto per iniziare questa mia personale trilogia genovese.

Se aggiungo qualche parola é per proclamare e confermare a modo mio il mio amore per Genova, che sta crescendo nel tempo.

Non ho foto belle come quelle pubblicate da Carmen, purtroppo: a loro rimando.

Sin da bambino sono rimasto incantato dalla Casa di Colombo (ma anche dalle acciaierie, ahimé, e dalla Cristoforo Colombo, se ricordo bene, nel Porto Antico - l'Andrea Doria, no, se l'ho vista, non riesco a riportarmela alla mente! -). Poco lontano, oltre la maestosa Porta Soprana, scorto un palazzo di cemento, sorto al posto di macerie causate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, se non mi confondo con un altro centro storico, chiedevo ragazzotto a mio padre  perché non ne avessero ricavato una piazzetta, piuttosto.

E sempre rimanendo idealmente in zona chiedermi da adulto, rivedendo lo splendido bianco e nero de "Le mura di Malapaga" con Jean Gabin, che tanti edifici storici, ancorché sinistrati, li ha fissati per sempre in una pellicola, se non ne potevano salvare qualcuno, restaurato, in quella colata di cemento, tra cui spiccano due palazzi dell'Ente Regione, che ne ha invaso negli anni '70 la valletta tra Sarzano e Carignano. E non dirò degli sventramenti di Piccapietra, cui dedicarono a suo tempo una dolente canzone I Trilli. Aggiungerò, invece, del fascino provato, adolescente, nel vedere e calpestare la pista in cemento del ciclismo del vecchio, ormai demolito Stadio Carlini, andando e venendo dagli spogliatoi per ormai lontane gare di corsa sulla terra rossa.

Mi accorgo che certo sdegno per l'incuria umana é più forte di me e mi prende di continuo la mano, ma credo sia comunque una sorta di testimonianza dovuta.

Gli scaloni maestosi dell'attuale Facoltà di Giurisprudenza in Via Balbi, allora. Lì vicino Palazzo Reale e le sue opere d'arte. Chiese e piazzette meravigliose. Sulle alture, fortificazioni dalle linee pure ed essenziali. A Ponente, Villa Doria (martoriata da strade e ferrovia), altre ville con parchi e giardini, un gioiello di edificio (già monastico, credo) ammirato in occasione di un convegno, non lontano dall'aeroporto. Tornando in centro, accostata per così dire ai vicoli mirabilmente descritti da Carmen Via Garibaldi con Palazzo Rosso, Palazzo Bianchi, Palazzo Tursi ed altri palazzi, tutti carichi di storia e d'arte, quasi tutti grandi musei. Sentire una volta nell'aria nella vicina Via Cairoli una voce musicale in genovese come quelle del finale di "Creusa de ma", girarmi, non capire e chiedermi se non era mera suggestione. Più a Levante, apprendere da poco per recenti rinvenimenti che la Genova antica, dall'età del bronzo al 500 A.C. almeno, era posizionata nei pressi di Brignole con un porto fluviale, a quell'epoca preferito dai naviganti. Boccadasse (e la "gatta" di Gino Paoli). Due passi indietro e la bella chiesetta affacciata su Via XX Settembre. Andando in avanti, la splendida Nervi con le sue ville, il suo superbo parco e certe calette rocciose sul mare da togliere il fiato.

Potrei continuare a lungo, solo affidandomi alla mia labile memoria, io che Genova, questa Genova, la conosco invero poco, anzi, vorrei scoprirla sino in fondo.

Se qualcuno mi ha seguito sin qui, legga, ripeto, le belle parole di Carmen. Legga anche altro che riesca a trovare, anche se, nella mia personale esperienza, non si rinvengono  molte vie di mezzo tra pubblicistica specializzata e divulgazione alla spicciola. Anzi, forse sono già utili i romanzi del noir genovese, in primis il Bacci Pagano di Bruno Morchio: certi scorci di centro storico io li ho riscoperti anche così. Soprattutto, prenda in considerazione una visita, meglio se accurata, a Genova.

Io, dal canto mio, quando mi reco a Genova, non mi faccio mai mancare un pezzo di focaccia consumata sul posto!

22 commenti:

Enzo ha detto...

Per noi che stiamo al di qua del Turchino, Genova è e sarà sempre la porta sul mare. Io che per un po' ho studiato a Genova mi ci sono anche affezionato. Non si dimentica la sensazione di tepore che provavo quando, partito dalla nebbiosa Alessandria, scendevo a "Principe" e tutto sembrava diverso. Proprio da lì partiva il mio tragitto che a piedi, mi portava a "Brignole" passando per Via Del Campo, la Salita di San Lorenzo e Via XX Settembre. Genova mi piace!

cristina ha detto...

Ciao Adriano, da tempo mi riprometto di visitare bene Genova , poichè non la conosco bene, Ci sono stata poche volte e so che ha moltissimo da offrire. Spero di riuscire in questo mio intento prima o poi, in compagnia della mia macchina fotografica. Sono sicura che rimarrei entisuasta di questa città.

Ti mando un caro saluto
Cri

Simo ha detto...

Bellissima Genova. A tratti mi ricorda l'amata Napoli. Ed è il luogo dove ho imparato a ballare flamenco...
Un saluto

Alessandra ha detto...

Nervi è un incanto! il parco sul mare una gioia infinita per gli occhi e per il cuore. Non conosco Genova ma ho passato una mattinata a camminare e a lasciarmi incantare dal vento e dai profumi del parco di Nervi :-)
a presto,
Alessandra

redazione ha detto...

OT grazie per la visita e per il link!

giacynta ha detto...

Il testo di Carmen è davvero molto bello ed è significativo che tu abbia iniziato il tuo post citandolo. Grazie anche per il suggerimento letterario che hai dato in chiusura!
A presto,
Giacinta

Carmen ha detto...

Caro Adriano, mi sono a dir poco emozionata nel trovare questo tuo messaggio per il quale posso semplicemente dire, dal profondo del mio cuore, il mio più sincero "GRAZIE".
E' un piacere leggerti, il tuo blog è stato per me una magnifica scoperta,ed è altrettanto piacevole il tuffo indietro nel tempo attraverso i tuoi flash su Genova. Ricordo bene l'Italsider, ahimè, così come altre brutture che nel corso degli anni hanno trasformato in negativo angoli genovesi che amavo particolarmente, e nei quali sono cresciuta, penso per esempio al tratto di mare fra Voltri e Pegli. Pegli era splendida, oggi è ancora graziosa ma quel mare non c'è più...
Ai tuoi consigli letterari, che sottoscrivo, Bacci Pagano soprattutto, mi permetto di aggiungere un libro fotografico di M. Maggiani (che non è genovese ma che conosce la città) dove lo scrittore attraverso il suo obiettivo ci racconta l'altra Genova, ovvero, non quella dei monumenti tradizionali, ma la Genova della gente umile, delle fabbriche, del porto e dei vicoli. Il titolo è "Mi sono perso a Genova. Una guida."
Ancora grazie. Un caro saluto. Carmen

Stefania248 ha detto...

Nemmeno io conosco Genova. Prima o poi...
:)

Sandra Maccaferri ha detto...

Io non conosco Genova, non ci sono mai stata. L'amore che metti nella descrizione di questa città è forte e chiaro. Dovrò presto rimediare alla mia ignoranza. Ora vado a leggere da Carmen.
Felice notte.

Maraptica ha detto...

Mai stata e devo recuperare al più presto! :)

Adriano Maini ha detto...

Consentitemi tutti di rispondervi in una volta sola, in modo generale, quindi, di commentare a mia volta in modo inusuale. Mi ci porta l'emozione di trovare confermata la cifra giusta per parlare di Genova, di cui all'inizio non ero, come si sarà ben capito, del tutto sicuro. Intanto, grazie a tutti. Una volta di più anche a coloro che hanno commentato i precedenti post su Genova. Credo che questa sorta di lavoro collettivo abbia fatto scaturire in tutti coloro che sono intervenuti delle belle ed affettuose considerazioni su Genova: una storia che merita di essere continuata, soprattutto ad opera di altri.

Mi si consentirà, altresì, di esprimere un ringraziamento particolare a Carmen: le mie motivazioni sono ormai del tutto evidenti. Ed il riferimento a Maggiani fa' vibrare altre corde da me solo vagamente accennate nel primo post.

Un forte abbraccio a tutti!

Ernest ha detto...

Ciao Adriano
io che ogni tre secondi dico "Belin" ti ringrazio per queste parole e andrò a leggere sicuramente quei versi. Questa città che troppe volte viene dimenticata ha davvero tanto da dire, da far vedere, da far conoscere.
un saluto

Adriano Maini ha detto...

@Ernest: sono io che ringrazio te e che ti chiedo, se non oso troppo, di parlare anche tu di Genova! See you later!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ok mettiamola così: é una città d'arte di indubbio interesse. Ma quanto scritto nel tuo post precedente a commento dello stesso é un concetto che resta Adriano; Al limite si può sostituire la parola "Genova" con "Genovesi" ma é chiaro che il parlare della città era un modo per riferirsi a chi vi risiede e ci vive.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

errata corrige post precedente intendevo quello su "Genova Matrigna".

Adriano Maini ha detto...

@Daniele Verzetti il Rockpoeta®: Io ti ringrazio ancora una volta per un tuo intervento su un mio post dedicato a Genova. Ripeto che una parte della "ispirazione" mi é venuta vedendo il tuo blog. E del resto i blog sono nati, mi pare, per favorire le discussioni. Un caro saluto!

Licia Titania ha detto...

Le Mura della Malapaga...che bello quel film con Jean Gabin. E poi tutti i luoghi che citi..ma soprattutto...la focaccia lol!

Adriano Maini ha detto...

@Licia Titania: E vuoi che non sia d'accordo con te! Anzi, parlando di cinema, solo attingendo alla memoria, ci sarebbero ancora tante cose da dire sui film che parlano o che sono stati girati a Genova, belli o brutti che siano, partendo dagli '20 del secolo scorso (se non erro), posando la pietra miliare "Achtung! Banditi!" (finanziato, come é stato celebrato qualche tempo fa', da una cooperativa) e passando per certi "poliziotteschi" degli anni '70, per arrivare ai giorni nostri (personalmente lasciatemi prediligere "Agata nella tempesta".

Sergio ha detto...

El recuerdo que tengo de Genova coincide con las palabras escritas. Es un bella ciudad, con un patrimonio cultural increíble y la historia a cada paso. Saludos!

Adriano Maini ha detto...

@Sergio: Muchas gracias! Purtroppo, il mio spagnolo é questo. Ciao, Sergio, a presto!

Ernest ha detto...

Ciao
L'altra sera, durante la notte bianca, Dalla e De Gregori sembravano parte integrante della nostra città. Bellissimo concerto in piazza della Vittoria, anche se devo essere sincero non è una gran bella piazza, troppo fredda, nata nel ventennio e con tutte le caratteristiche di quel periodo.
un saluto

Adriano Maini ha detto...

@Ernest: Scusa il ritardo, ma devo aggiungere che sono soddisfatto di quanto tu scrivi. Invero, ho letto anch'io,anche su dei blog, che quest'anno la Notte Bianca ha creato in modo articolato un'atmosfera autenticamente popolare a Genova. Ciao!