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lunedì 31 gennaio 2011

Hammett, Dashiell Hammett

Qualche riga su Dashiell Hammett può risultare, spero, significativa per diversi aspetti.

Hammett é soprattutto noto per il romanzo "Il falcone maltese", da cui venne tratto un film, in italiano "Il mistero del falco", del 1941, diretto da John Huston e interpretato come attori principali da Humphrey Bogart e Mary Astor, ma del cast a me personalmente é gradito ricordare Peter Lorre, già attore prediletto in Germania dal grande Fritz Lang. 

Si intende comunemente che da Hammett discenda la Hard-Boileid School, la genia, insomma, dei duri investigatori privati: nel senso di dignità letteraria é senz'altro così, ma sul piano storico le storie violente, prese dalla strada, erano già approdate, benché con stile ancora fumettistico, su riviste già molto diffuse negli anni '20 in America, destinate ad essere ben presto definite pulp magazine, riviste sulle quali Hammett fece congruo esercizio una volta lasciata la Pinkerton, storica agenzia di investigazioni.

Hammett scriveva bene. E lo dimostrò in un ristretto numero di opere, tra cui spiccano quelle con protagonista un dipendente, persona di mezza età senza avvenenza fisica, della Continental, sin troppo trasparente riferimento alle sue pregresse esperienze nel ramo. Ma con "L'uomo ombra" (così in italiano) introdusse sulle scene, anche di due film interpretati da Myrna Loy e William Powell, una coppia di brillanti coniugi, investigatori loro malgrado.

Molto ci sarebbe da dire, più ci penso, sull'autore Hammett, cui volle dedicare un preciso omaggio il suo primo degno emulo, quel Raymond Chandler che fu l'inventore di Philip Marlowe, il private eye per antonomasia, ma vorrei fare altre osservazioni.

Anticipo che mi sembra un degno rappresentante, anche se fu lui stesso giocoforza un self made man, dell'altra America, quell'America che non pratica il culto cieco e fanatico del successo individuale ad ogni costo, così foriero in quel grande paese di ogni più bieco conservatorismo, per non dire peggio. Fu costretto dagli amari casi della vita a lavorare alle dipendenze della Pinkerton, ai suoi tempi specializzata nella prezzolata repressione violenta degli scioperi, in cui probabilmente non fu coinvolto, ma che dovette pur conoscere. Al fronte nella prima guerra mondiale contrasse la tubercolosi, che lo avviò quasi di sicuro all'alcolismo. Andò volontario nel secondo conflitto e gli affidarono la redazione di un giornale dell'esercito. Fu vittima del maccartismo proprio nel momento in cui si era riuscito a liberare da quel vizio. Ironia della sorte é sepolto, in quanto veterano di due guerre, al cimitero nazionale di Arlington.

Fu compagno di vita di Lillian Hellman, l'autrice di "Piccole volpi", che tornò per gli ultimi anni prima della morte, avvenuta nel 1961, a soccorrerlo ormai povero, perché spogliato per rappresaglia dal fisco,  e che credo sia stata l'erede della maggior parte dei suoi diritti letterari. Lego a questa tormentata storia d'amore la sottolineatura di un bel film del 1977 di Fred Zinnemann, "Giulia", basato sul romanzo "Pentimento", appunto della Hellman, dove la protagonista (interpretata da Vanessa Redgrave), amica di Lillian (Jane Fonda), é destinata consapevolmente, nonostante il tentativo di dissuasione anche di Hammett (un magnifico Jason Robard, fisicamente molto somigliante), a scomparire nell'inferno nazista

Gore Vidal ha scritto il romanzo noir "Hammett", nel quale Dashiell, non ancora autore affermato, vive di stenti e di pericoli. Altri, mi pare, si sono cimentati a scrivere di lui. Un romanziere italiano fa persino incrociare in un breve racconto un Hammett, ancora alle dipendenze della Pinkerton, con quel Roscoe "Fatty" Arbuckle ormai sull'orlo del precipizio del suo tragico destino. Quest'ultimo, grande comico del cinema muto (qualche mese fa su Youtube sono andato a verificare quanto fosse bravo), era stato accusato di uno spaventoso delitto a sfondo sessuale, quando forse si trattava invece di peritonite, ma, nonostante l'assoluzione, venne condannato all'ostracismo, per finire di lì a pochi anni, come sostenne Buster Keaton, unico suo vero amico, a morire di crepacuore. 

A rileggere oggi Hammett si avverte talora il trascorrere del tempo per quanto concerne le trame, ma la forza delle sue innovazioni letterarie, per non dire della sua pura classe, rimane a mio avviso intatta. Ci ha lasciato anche, a guardare bene, un vasto affresco storico della vita sociale e della civiltà materiale dell'America degli anni '20 e '30: vorrei solo fare l'esempio del proibizionismo e dell'immigrazione clandestina dal Messico, già esistente all'epoca. E' stato anche un attento osservatore di uomini, quasi un forgiatore di aforismi. E' appena stato pubblicato in Italia, insieme ad altri, l'ultimo suo racconto, incompiuto, "Tulip": il narratore, anonimo, ma scrittore affermato prima di finire in galera per un reato non precisato, descrive la difesa della propria libertà creativa da anni di insistenze, inascoltate ed eluse, di questo strano Tulip che pretende di imporgli almeno una certa storia personale.



30 commenti:

Tomaso ha detto...

Buongiorno caro Adriano, bello il tuo racconto.
A presto rileggerti, è sempre un piacere passare da te. Tomaso

Tina ha detto...

Ho appreso un'altro pezzo di storia della giallistica mondiale, grazie Adriano :-))

Buona giornata

Trippi ha detto...

Un altro autore che mi manca, grazie per il suggerimento!!

Ernest ha detto...

Grazie Adriano, sempre interessante!

trinidad ha detto...

Sr.ADRIANO:
Mi piace il tuo blog, anche se non collegato al traduttore, ha cercato di capire tutto, e imparare di più italiano, che per me è molto simile al catalano ...
A est post, si parla di teatro, cinema ...
Mi piacciono i film vecchi in bianco e nero, ieri ho visto KEY LARGO, di Humfrey Bogart e Bacal Laurent.
Un cordiale saluto da Barcellona, Mari Trini.

riri ha detto...

Amo i gialli..qui da te si respira aria di cultura:-)

petrolio ha detto...

uèèèè Adriano ma che bell'articolo! Chissà se il nostro amico comune RobyDick abbia già recensito i film di cui parli! Che bello! Ho un'edizione vecchissima che ne comprende tre! Tra l'altro in copertina c'è un dipinto stupendo di Edward Hopper! Non so… ma a me quel trascorrere del tempo fa tanto bene! In un periodo e in una situazione in cui il tempo sembra essersi fermato e bloccato (all'era paleozoica) le letture 'antiche' rappresentano il respiro di chi almeno sperava nel cambiamento e nel miglioramento! un abbraccio :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

concordo con Tina. Post straordinario l'ho letto come ipnotizzato e attento al tempo stesso da non perdere una parola.
PS: scusa se non passo molto ultimamente ma con i reading che ho e quello che sto preparando a genova in Teatro per il 19 febbraio, riesco a malapena a tenere in piedi la programmazione dei post del mio blog, e mi spiace perché leggere te come altri miei amici blogger é per me sempre un grande arricchimento.

Ti abbraccio
Daniele

giacynta ha detto...

Ciao, Adriano! Interessante come al solito ciò che scrivi anche perchè sai come stuzzicare la curiosità dei tuoi lettori. Il dettaglio che mi ha catturato e convinto a prendere in considerazione la lettura da te suggerita? "...Ci ha lasciato anche, a guardare bene, un vasto affresco storico della vita sociale e della civiltà materiale dell'America degli anni '20 e '30..." !
A presto!

TuristadiMestiere ha detto...

wow, bell'articolo dettagliato! Ora dovrò correre ai ripari e a leggere qualcosa di Hammett. Mi hai incuriosita su L'uomo ombra.

Sandra ha detto...

Devo ricomniciare a leggere "giallo". Non lo faccio da un p'
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Hai viasto da me o da Ambra?Per l'incontro-festa blogger del 22 maggio la località più votata è Bologna. Sei dei nostri?

lui ha detto...

ciao..davvero interessante il tuo post.a volte nei racconti si può respirare aria di altri tempi..ciao..luigina

ReAnto ha detto...

Hammett con Cornell Woolrich sono i miei scrittori preferiti tra hard-boileid e noir. Grazie Adriano per il "ripescaggio"

zicin ha detto...

Bel post, Adriano, come sempre.
Grazie per le informazioni... mi hai incuriosito.
A presto

il monticiano ha detto...

Dei libri amo soprattutto quelli gialli e tu, con questo tuo post, mi hai dato la conferma che non commetto un errore.

Zio Scriba ha detto...

Dovrò proprio leggerlo... finora, vergognosamente, ho solo visto film tratti dai suoi libri...

Marco ha detto...

Di Peter Lorre ricordo anche la serie di Mr. Moto, un detective giapponese creato per sfruttare l'onda del successo di Mr. Chang, un detective cinese. Entrambe di grande successo begli USA degli anni '30, quella di Mr. Moto fu sospesa dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbour.

TuristadiMestiere ha detto...

ciao Adriano, un salutino per augurarti un buon week end!

Baol ha detto...

Mai letto...devo rimediare

ciao!

Lara ha detto...

Stupendo questo tuo scritto, Adriano.
Separatamente, conosco tutti i nomi da te citati, nel senso che in parte li ho letti, in parti, li ho incontrati nei film.
Quello che mi emoziona è l'intreccio di questi personaggi nel film Giulia, purtroppo da me mai identificati.
Grazie! Devo rivedere il film alla luce di queste scoperte...
Buona giornata, cara Adriano,
Lara

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Grazie mille per il consiglio.Saluti a presto

achab ha detto...

Ciao Adriano,bello il tuo post,complimenti per come è scritto da te nei particolari e dettagli,questa è cultura.
Buon W-E.

Renata ha detto...

Caro Adriano, tu voli alto e ci trasporti tutti in un mondo che meriterebbe maggior spazio. Un grato abbraccio.

Costantino ha detto...

Una bellissima recensione e insieme biografia.
Una storia di vita significativa e importante,
sospesa tra successo,difficoltà, e oblio.

Alligatore ha detto...

Era un grande e tu gli hai fatto un bel essenziale ritratto. Torna a parlarne.

Ambra dB ha detto...

Ciao Adriano.
Argomento decisamente interessante quello del tuo post, trattato da uomo di cultura quale tu sei.

Massimo ha detto...

non l'ho letto ma posso sempre recuperare !
ciao Adriano, un caro saluto e grazie del consiglio , ciao

Stella ha detto...

A dire il vero, i gialli non mi attraggono.
Buona serata Adriano.

Carlo ha detto...

Ciao Adriano e buon pomeriggio. Io, sto qua a leggerti ma immagino di ascoltarti imbambolato, anche se non conosco il tono della tua voce.

Ho conosciuto una bella pagina di storia del "giallo". Non ho pudore a dichiarare l'ignoranza, quando si ha la fortuna di trovare, in rete, pagine belle come questa. Inotre, è uno stimolo a guardare con più attenzione tra gli scaffali, la prossima volta che mi troverò in libreria.

nouvelles couleurs - vienna atelier ha detto...

Ciao!
Molto interessante mi sa che devo approfondire

grazie mille per queste considerazioni e informazioni