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mercoledì 28 marzo 2012

La Pérouse


Faccio inizio da questa battaglia navale, detta dei Santi, sviluppatasi nelle Antille dal 9 al 12 aprile 1782 durante la Guerra di Indipendenza degli Stati Uniti, per procedere a qualche accenno su La Pérouse. E, in parallelo, ad altri navigatori della seconda metà del Settecento. Perché tanti esploratori di quel periodo, francesi e britannici, si erano ritrovati su quei mari a combattere in quel conflitto, come già prima nella Guerra dei Sette Anni.

Di La Pérouse Jules Verne scrisse anche: "Durante l'ultima guerra egli era stato incaricato della delicatissima questione di distruggere gli stabilimenti della compagnia inglese nella baia di Hudson, ed egli si era disimpegnato dell'incarico da militare consumato, da abile marinaio, da uomo che sa conciliare i sentimenti dell'umanità con le esigenze del dovere professionale."


Nella riproduzione del dipinto, di cui sopra, viene fissato il momento dell'incarico ufficiale conferito a questo navigatore da Luigi XVI. La sua ultima missione per i mari del mondo, particolarmente voluta come risposta alle grandi avventure di James Cook. E che salpò le ancore da Brest il 1° agosto 1785.


Come in tanti viaggi per oceani dell'epoca i rischi erano all'ordine del giorno. La precedente stampa attesta un sinistro occorso a un gruppo della spedizione sulla costa nord-americana - tra attuali Alaska e Canada - che si affaccia sul Pacifico. La Pérouse - scrisse ancora Verne - aveva eretto un monumento su cui si leggeva la seguente iscrizione, di evidente imitazione classica: "All'ingresso del porto sono periti ventun coraggiosi marinai. Chiunque voi siate, unite le vostre lagrime alle nostre."


A Mauna, nelle Isole Samoa, fu massacrata la piccola squadra sbarcata in cerca di rifornimenti alimentari e soprattutto di acqua, squadra condotta dal secondo di quella spedizione, il capitano Paul Fleuriot de Langle, che era anche uno scienziato. De Langle volle scendere a terra, nonostante il parere contrario di La Pérouse, il quale aveva acconsentito malvolentieri, e provocò gratuitamente la reazione esiziale degli indigeni. Allo stesso modo di quanto aveva fatto, nel determinare la propria uccisione, Cook, che almeno aveva l'alibi morale di un pessimo stato di salute.

Nell'ultima lettera, spedita da Botany Bay, Australia, a febbraio 1788, La Pérouse asseriva: "Risalirò alle isole degli Amici e farò assolutamente tutto ciò che mi é ordinato dalle mie istruzioni relativamente alla parte meridionale della Nuova Caledonia, all'isola Santa Cruz di Mendana, alla costa del sud della terra degli Arsacidi di Surville e alla terra della Luisiade di Boungaville ...".

Jean François de Galaup, conte de La Pérouse, nato presso Albi nel 1741, e le sue due navi del periplo intorno al mondo, l'Astrolabe e la Boussole, sembrarono di lì a poco svanite nel nulla. Ormai scoppiata in Francia la Rivoluzione, fu proprio l'Assemblea Nazionale nel febbraio 1791 a ingiungere al re di armare una spedizione di soccorso, che fallì lo scopo: durante la medesima perirono addirittura i due comandanti, Entrecasteaux e Kermadec. Solo trent'anni dopo si giunse alla conclusione, perché vi si trovarono effetti personali dei marinai, che La Pérouse e i suoi uomini fossero periti a Vanikoro, nelle Salomone.

Aggiungo che dell'itinerario noto di La Pérouse sussistono tracce documentarie sul Web, così come vi si ribadisce che fu di sensibilità illuministica. Sono rimaste copie dei suoi giornali di bordo, rimandati per tempo in Francia, molto interessanti. Li lesse Jules Verne, che ne trascrisse importanti notizie e affermazioni, su cui mi riprometto di tornare. Ne produco, in conclusione, almeno una:  nella Kamciatka La Pérouse fece porre sulla tomba di Delisle de la Croyère, che era morto nel 1741 di ritorno da una spedizione condotta per conto dello zar, una lastra di rame incisa e  rese il medesimo omaggio al capitano Clerke, il secondo e il successore di Cook.

Immagini tratte da Wikipedia.

44 commenti:

Tomaso ha detto...

Che bello cara Adriano leggere documenti di straria che ignoravo completamente, Grazie caro amico.
Tomaso

Pupottina ha detto...

la guerra d'indipendenza degli stati uniti non è mai stata così interessante come da te. stupende le immagini che hai proposto anche questa volta ;-)

enrico ha detto...

Accidenti quelli sì che erano viaggi avventura!!!

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Adriano, quando dovevo studiare la storia a scuola non mi piaceva molto ...ma qui da te è sempre interessante leggerla
Buona serata

Massimo Caccia ha detto...

Bella e documentata ricerca. Le immagini che pubblichi sono sempre d'effetto.
Buona serata.

ombreflessuose ha detto...

Ciao Adriano, è sempre interessante
passare da te e scoprire cose nuove
Apprendo con piacere e curiosità
Un abbraccio
Mistral

Ps: "Sei come il cacio sui maccheroni"

Emanuele Secco ha detto...

Questo mi piace del blog: dare voce a fatti storici che passano in ombra rispetto ad altri :)

E.

I am ha detto...

Un bellissimo scorcio storico di un'epoca di pionieri molti dei quali hanno dato la vita per esplorare, conoscere il mondo.

Maraptica ha detto...

Qui si leggono pagine di storia... :) Un caro saluto

Maria Ianniciello ha detto...

Grazie Adriano :-) Buona serata...

Tina ha detto...

E anche questa pagina di storia mi era nota (storia degli insediamenti dei popoli latino/americani e guerra di indipendenza, ma la seconda immagine non la conoscevo, da te c'è sempre da imparare o scoprire qualcosa e non è mai poco.

Buona serata Adriano ;-))

Sara ha detto...

Adriano sei sempre una garanzia di originalità e qualità!

Grazia ha detto...

Conoscevo La Pérouse solo come nome di una località sulla costa australiana, vicino al centro di Sidney.Ora finalmente capisco chi ci sia dietro il nome.Grazie

enri ha detto...

Il modo in cui descrivi i fatti storici è sempre molto preciso ed interessante. Fantastiche le immagini che descrivono gli eventi.
ciao buona serata
enrico

Ambra ha detto...

Tempi eroici quelli, dove il ritorno dal viaggio era un'incognita.

riri ha detto...

Mi sono deliziata a leggere questo racconto storico.."marinai unite le vostre lacrime alle nostre"!!!molto bello questo invito a partecipare al dolore..così lontano dai nostri giorni..Un abbraccio da noi.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Interessanti pagine di storia.

Chris ha detto...

Ma dove le trovi tutte queste informazioni? Le foto poi incorniciano i tuoi articoli e fanno provare grandi emozioni :-)

il monticiano ha detto...

Un affascinante resoconto di un coraggioso navigatore francese.

Francesco Zaffuto ha detto...

una interessante personalità che conoscevo bel poco, grazie per questa pagina ...

Sandra M. ha detto...

Che anni e quanti fermenti. Se si imparasse così la storia a scuola.....

Ernest ha detto...

caspita... attraverso questi dipinti per un attimo mi è sembrato di essere li

zefirina ha detto...

a leggerti si impara sempre qualcosa

achab ha detto...

Notevole,grazie per questo ripasso di storia,sei molto bravo nel scrivere questi testi,buona serata Adriano.

Viviana B. ha detto...

Bellissimo questo post! Pensa che ignoravo persino l'esistenza di La Pérouse… Posso addurre a scusante della mia ignoranza abissale il fatto che sono una Marmotta? :-)

giacy.nta ha detto...

Letteratura, storia,arte, viaggi: cosa si può chiedere di più ?
Grazie, Adriano caro!

Alligatore ha detto...

Come sempre storia affascinate e dipinti/stampe di culto.

Tiziano ha detto...

Buongiorno Adriano bellissima questa pagina di storia, accompagnata da stupendi dipinti e stampe d'epoca che volentieri leggo, grazie per la condivisione
buon fine settimana

Gianna ha detto...

Non conoscevo l'esistenza di questo navigatore.
Come sempre,Adriano, hai trattato e sviluppato l'argomento a dovere.

upupa ha detto...

certo viaggiare a quei tempi e su quelle navi doveva essere una vera avventura!!!!!!!!!!!!!

Carmine Volpe ha detto...

molto affascinante ripercorrere queste tappe epopea delle grandi conquiste con tanta nostalgia

lui ha detto...

ciao...grazie per raccontare fatti storici in modo chiaro e preciso....ciao..luigina

riri ha detto...

Ciao, oggi ho una visita importante
:-)abbracci e buon fine settimana.

Luz ha detto...

Devo dire che quando leggo i tuoi post sento di assistere a una piccola e squisita lezione che, non perdendosi nelle numerose pagine di un libro di storia, diventa un affresco gradito e spesso sconosciuto o dimenticato.

Michele Scaperrotta ha detto...

interessantissimo!
ciao

riri ha detto...

Un caro saluto.

Carlo ha detto...

Anche oggi, una breve immersione tra avventura e storia. E pensare che a scuola non era il mio "forte". Oggi, è un ottimo sistema per rilassarmi!

Ciao Adriano, buona giornata.

Pupottina ha detto...

ciao Adriano
buon inizio settimana ;-)

zicin ha detto...

Un post fantastico... corredato da immagini interassentissime e... da leggere tutto d'un fiato come un viaggio d'avventura.
A presto

La lanterna dei sogni ha detto...

Una interessantissima ricostruzione storica.
Buona giornata!

Annarita ha detto...

Bello bello questo post!

Tanti cari auguri di Buona Pasqua.
Annarita

Rita Baccaro ha detto...

ricordo di aver lasciato un commento a questo post.. ma non lo leggo.. chissà... i misteri di blogger.
Dicevo che ognuno ha i propri fumetti amati, quelli che hanno accompagnato l'infanzi e fanno parte dei ricordi. Anchei fumetti rientrano nella nostra cultura, nella storia del costume e queste tue foto da vero collezionista ed appassionato ne sono una conferma!!

Caro Adriano, spero tu abbia trascorso una serena Pasqua con le persone che ami e ti auguro che la gioia della resurrezione ti resti nel core i più a lungo possile

Adriano Maini ha detto...

@Annarita: grazie! Contraccambio, ancorché in ritardo!

@Rita Baccaro: Saranno ancora validi auguri resi il giorno di Pasquetta? :)) Scusa la celia, ma non so cosa possa essere accaduto!

strega bugiarda ha detto...

Sei venuto a farmi visita, e dopo un vita ho cliccato con piacere sul tuo link... ma si è aperta una pagina che avevo già letto ed ammirato in illo tempore.
Comunque in questo blog che vedo non attivo da tempo, colgo l'occasione per inviarti un caro saluto e rinnovarti la mia stima come uomo e studioso.
Gingi