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mercoledì 22 agosto 2012

Ancora quel vecchio bar di Ventimiglia

Quel bar di Ventimiglia (IM) torna spesso nei miei discorsi con tante persone, specie se amici cari. Mi riferisco al Bar Irene, di cui parlai qui in modo parziale, come mi fecero già allora notare commenti di altri che l'avevano conosciuto e frequentato. Il tema affiora quasi sempre in modo inaspettato. Perché non sono io che vado a sollevarlo. Mi é capitato spesso da quando, guardacaso, avevo buttato giù quelle quattro righe. Non con Nello, tuttavia, che almeno su questo aspetto prima di ripartire per Milano aveva contribuito a chiarire alla mia scarsa memoria un punto: nel secondo quarto anni '70 - e oltre - quell'esercizio era ancora una fucina di confronto culturale e civile, ma quella che brillava era la mia assenza dovuta ai miei nuovi - non importanti da sottolineare alla data odierna - impegni assunti all'epoca.
Forse, per proseguire nella questione, contano di più degli esempi. 
In un'occasione di questi giorni, in parte passati con G., come avevo preannunciato nell'ultimo mio post, un simpatico veneto, tecnico delle ferrovie ormai a riposo, ci postula a freddo anche lui l'esigenza di scriverla la storia di quel bar ai tempi - comunemente intesi - migliori.  E postula come metodo di base quello di intervistare un congruo numero di passati avventori. Un passaggio di mano del cerino acceso, insomma! 
Con Gianfranco Raimondo, incontrato sempre quando sono con G., mi si appalesa che il Bar Irene era anche un aperto ed estemporaneo punto di ritrovo. Tanto é vero che, mentre tutti e tre, io G., Gianfranco, in compagnia di B., deambuliamo per il centro città, sentiamo sostenere da altro conoscente che si aggrega la bellezza di poter avere dei similari centri di riferimento. Siamo tutti d'accordo che ce ne sono stati altri in zona, anche di recente, anche se meno fascinosi. Certe magie sono, invero, misteriose. Ma a nostra conoscenza oggi non sussistono neppure dei piccoli palliativi.
Ed allora Gianfranco, che conosco da quando ero bambino e che ha in serbo tante formidabili storie da raccontare, passa a svelare altri momenti più brillanti della vita - seconda metà anni '70 - del nostro vecchio bar, allorché il compianto secondo proprietario organizzava attività complementari, di cui non io sospettavo neanche l'esistenza. Come la festa hawaiana su una spiaggia di Latte alla quale si presentarono, per via di un tam-tam inesplorato, avventori direttamente da Torino.
Ci siamo rivisti ieri, io per salutare G. E ho trasmesso a tutti i saluti, come da telefonata a me pervenuta la sera prima, di un altro vecchio sodale dei primi tempi del Bar Irene, l'amico ormai eremita sulla collina di Seborga, che non si era più riusciti a rintracciare nei giorni precedenti... 
Sì. il Bar Irene era in una strada della soprastante fotografia...



16 commenti:

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Adriano....quel vecchio bar è molto prezioso per te! Ciao e grazie per il tuo scrivere

Adriana Riccomagno ha detto...

A volte i bar diventano dei veri e propri centri culturali e di socializzazione!

agnese ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
agnese ha detto...

Già i bar! Giocavamo a flipper, mettevamo cento lire nel Jukebox e crescevamo discutendo. A volte di cose più leggere, altre di argomenti più seriosi. Torneranno i forum-bar, torneranno!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sempre bello ricordare i momenti della nostra vita.
Saluti a presto.

Pierrot ha detto...

Interessante intreccio di sentimenti e d'altronde in una bar ci si va con gli amici migliori.

Grazia ha detto...

Ognuno di noi, forse, ha nei suoi ricordi, un bar o un caffè che hanno segnato i momenti migliori e che, in tante occasioni di incontro con amici hanno anche aiutato a crescere.

mr.Hyde ha detto...

I nostri luoghi, i bar, le cantine, le trattorie..Cerchiamo una dimensione umana che oggi non si trova così facilmente..L' aggregazione attorno ad un luogo,un'idea, un racconto.
Il tuo blog è uno di questi luoghi.

Zio Scriba ha detto...

Riesci a farmi provare nostalgia anche per cose che non ho mai conosciuto di persona. Sei un mago. :)

nella ha detto...

Adriano , mi viene in mente il regista Pupi Avati e il suo film del 2009 " Gli amici del bar Margherita"...I tuoi racconti racchiudono anche trasposizioni cinematografiche...Evviva! Smakkone!

il monticiano ha detto...

Nel leggere questo tuo post mi è risuonata nelle orecchie una vecchia canzone non ricordo di chi che diceva "eravamo quattro amici al Bar (invece a quello di Irene se non ho capito male in tre) ecc ecc".
Riaffiorano sempre i ricordi belli o brutti, non importa.

Tomaso ha detto...

Caro Adriano rieccomi tra tutti voi il peggio è passato ora ci sono le fisioterapie per rinforzare la gamba poi potrò la sciare le stampelle.
Complimenti per il bellissimo post.
Buona giornata caro amico.
Tomaso

Carmine Volpe ha detto...

una volta i bar avevano il pregio di essere dei punti di ritrovo oggi invece sono solo luoghi di consumo, la bar ci si incontrava, si chiacchiereva, si scherzava, si giocava a carte, io addirittura ci studiavo....

strega bugiarda ha detto...

Ognuno di noi, ha un Bar nella propria memoria...ma anche nella memoria culturale collettiva...
mi hai fatto pensare a qui luoghi diventati di "culto" ove musicisti, pittori e grandi scrittori trascorrevano molto del loro tempo
un sorriso

Sandra M. ha detto...

Molti erano un tempo i bar come questo. Ne frequentava uno anche il mio babbo. Ora sono altra cosa.

Cri ha detto...

Sia nei piccoli, sia nei grandi centri, c'è sempre un bar che rappresenta la vita e la storia del luogo. Punto di incontro di artisti, di gente semplice o importante, dove le voci, il suono dei bicchieri, dei cucchiani che girano caffè profumato , si amalgamano creando atmosfere di grande fascino.

Un Caro saluto
Cri