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sabato 8 settembre 2012

Non solo Bibì e Bibò


Da un po' ci pensavo, ma poi rinviavo - non so bene perché -, di fare vedere qualche pagina del vecchio "Corriere dei Piccoli". Anzi, per essere preciso, qualche mezzo foglio scannerizzato già tempo fa' sull'unica copia di quel settimanale (del 17 agosto 1958) a disposizione dell'amico Bruno Calatroni, competente collezionista di fumetti.
E, come mi era già capitato con un altro periodico di avventure dell'epoca, mi sono ritrovato una storia - in questo caso, quella accennata nella soprastante immagine - che da bambino mi era talmente piaciuta, da ricordarmela, a sommarie linee, tuttora. Forse in quell'anno non avevo ancora letto "L'Isola del Tesoro". Di sicuro non "Tom Sawyer" e il resto di quella saga di  Mark Twain. Perché, ripensandoci oggi, l'influenza di questi classici, e di altri, di azione per ragazzi, mi sembra molto evidente. In ogni caso l'insieme - la trama, certi dettagli, lo stile delle vignette - me lo sono sempre rammentato con il tratto distintivo del garbo, sino al punto da rappresentarmelo negli ultimi tempi come una sorta di pietra di paragone per calarmi nello spirito di rarissimi sceneggiati televisivi o pellicole. Mi rendo conto che il discorso mi sta prendendo alquanto la mano, ma credo che la chiave di interpretazione risieda nella sobria e, talvolta, ironica celebrazione dell'amicizia. Un aspetto che, a livello di adulti, personalmente mi ha emozionato nel film - reputo non molto noto - "Soldato sotto la pioggia" (con Steve Mc Queen). Comunque, si ritrovavano allora sul "Corriere dei Piccoli" altre serie di episodi con le stesse impostazioni di fondo da me messe in evidenza.


Viste le cose con il senno di poi, c'erano anche vicende - come questa del Duca d'Aosta - che al giorno d'oggi vengono a prevalente senso comune - per lo meno il mio! - ritenute scorrette. 
Ma, con l'assetto tipico di un giornalino, quella rivista aveva una funzione informativa, se non educativa. Tante famiglie - compresa la mia, che, come ho già qui sostenuto, difficilmente mi procurava fumetti d'avventure, che leggevo comunque grazie agli amici - attribuivano, invero, al "Corrierino" valenza di istruzione. Anche a poche altre riviste del tempo, ma sorvolo sul tema per non aprire troppe parentesi.


Questo racconto non mi dice proprio più nulla. Solo che posso accennare per rapidi esempi che su questo settimanale ho letto "Il giro del mondo in 80 giorni" di Verne e scritti di Gianni Rodari - forse già qualche sua filastrocca: la sua complessiva opera l'ho compresa ed apprezzata da adulto - e di Mino Milani.


C'era, forse, ancora del facile moralismo, retaggio anche storico degli esordi ai primi del 1900 di questo giornale. Solo che di Fangio mi sovviene di aver letto - ma non sono sicuro se su quelle pagine - del suo sequestro dimostrativo ad opera di militanti castristi. E di sicuro mi rammento sul "Corrierino" note molto pertinenti sullo sport, ancor più su quelli che dovrebbero essere i suoi valori di fondo: faccio solo l'esempio nel calcio del "gigante buono" Nordhal, indimenticabile centravanti svedese del Milan dei primi anni '50, l'atleta che buttava fuori il pallone per soccorrere il terzino che si era fatto male cercando inutilmente di falciarlo. Altri tempi, invero!


Questa la prima pagina - o copertina - del numero in questione. Nella linea della tradizione. Per come la so io, che pur ho visto (e dovremmo avere qualcosa del genere in famiglia da qualche parte) ristampe pregresse di copie, per lo più anteguerra, del giornalino. In linea perché dagli inizi il "Corrierino" presentava come caratteristica principale vignette con didascalie in rima, vignette per le quali emersero, tra gli altri, bravi disegnatori come il sanremese Rubino e il creatore del signor Bonaventura - quello, con l'inseparabile bassotto giallo, del famoso "Milione" -, creatore che era anche un bravo attore (se non sbaglio impersonò l'abate Faria nel "Montecristo" televisivo italiano di grande successo), Sergio Tofano. Negli annali sono rimasti altri personaggi come il Sor Pampurio.
Indimenticabili Bibì e Bibò, a lungo sinonimi nel parlare comune di monelleria, che qui linko per chi volesse buttare loro un'occhiata, perché erano la versione nostrana di una fortunata e veramente importante striscia. Nell'esemplare del 1958 non appaiono: ecco perché mi viene da rinviare in esterno per una loro immagine. Solo che me li ricordo bene, da quando il "Corriere dei Piccoli" mi veniva già dato in visione ancorché non andassi ancora a scuola e, pertanto, non sapessi leggere. Mi veniva commentato, tuttavia, e la loro mamma, chiamata sul giornalino Tordella, rappresentava un buffo nomignolo di cui in diversi facemmo spesso in seguito vasto uso - e abuso -.
Sì, il discorso mi ha proprio preso la mano. Devo per forza tralasciare altri frammenti di ricordi. Pensavo di averne di meno. Meno che mai mi metto, dunque, a pubblicare fotografie in cui sono ritratto mentre guardo quella rivista. 
D'altronde la mia intenzione iniziale era solo quella di riprendere qualche accenno contenuto in miei vecchi post. Nessuna pretesa di analisi critica, per la quale rinvio il lettore ad altre possibili fonti.
Quindi, nulla di più da parte mia di un personale gioco sul filo della memoria, come tale molto lacunoso. 
Solo che, avendo già in mente la traccia di queste righe, finisco di leggere un libro di racconti sulla città di confine, scritto da un amico di Ventimiglia. E non salta fuori il nome, che io non rammentavo, del padre di Bibì e Bibò, il "famoso" Capitano Cocoricò? 
A questo punto devo proprio anndare a cercare come si chiamava quel personaggio - che a loro si accompagnava - con l'alto cappello a tuba color ocra, come il suo lungo pastrano, e dalla lunga lunga barba...



26 commenti:

Tiziano ha detto...

Ciao Adriano sono sempre bei ricordi di quei tempi quando il mondo era meno malizioso.

Adriano Maini ha detto...

Proprio vero il tuo ricordo, Tiziano! Grazie!

Gianna ha detto...

Letture sane e divertenti...

Fullina ha detto...

Salve Adriano, grazie per la pubblicazione delle pagine del Corriere dei Piccoli, interessante il racconto e i ricordi che appartengono al passato perchè per molti rappresentano qualcosa di nuovo e sconosciuto.
Un saluto

nella ha detto...

Adriano che ricordi affiorano la mia mente...
Bibì e Bibò , il " Corriere dei piccoli"... si, si ....non li leggevo molto devo dire , ma certi nomi li avevo nelle orecchie .
Che grande post e che memorabilia!!!! La cosa che mi ha fatto più piacere che tu abbia ricordato"Soldato sotto la pioggia" con il mio attore preferito , il mitico Steve!!! E ti ricordi Jackie Gleason? che film...
Ricordo l'episodio del cane chiamato Donald( che fu poi il nome del mio primo cocker) che mi aveva fatto scendere lacrime a fontana... Chapeau , amico caro e buona domenica!

mr.Hyde ha detto...

Anche questo è bel post! Il Corriere dei Piccoli, si, lo ricordo: quando c'erano i soldatini o altre figure da incollare su cartoncino e ritagliare..
E' vero altri tempi, eppure, chissà se un bambino di oggi sarebbe ugualmente affascinato e interessato..

Roscio ha detto...

I ricordi, quelli che intendiamo noi, stanno diventando merce rara. Questa società veloce ne produrrà così tanti per le prossime generazioni che non potranno mai avere la solidità ed il valore dei "nostri". Un pò come i mobili, o le auto. Godiamoci quindi i nostri ricordi d'antiquariato. Ciao

Roscio ha detto...

I ricordi, quelli che intendiamo noi, stanno diventando merce rara. Questa società veloce ne produrrà così tanti per le prossime generazioni che non potranno mai avere la solidità ed il valore dei "nostri". Un pò come i mobili, o le auto. Godiamoci quindi i nostri ricordi d'antiquariato. Ciao

Adriano Maini ha detto...

@mr.Hyde ha detto..: verissimo! Un aspetto che ho lasciato nella penna, perché ormai mi ero dilungato troppo...

@nella: mitico Jackie Gleason! :))

Grazia ha detto...

Stupendo! Grazie

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Pagine storiche!
Serena notte.

PS

Grazie per gli auguri.

Enrico zio ha detto...

Leggendo i tuoi post sui fumetti mi chiedo spesso: che cavolo leggevo da giovane? Io ricordo solo Topolino e Nembo Kid. Forse leggevo troppi racconti di fantascienza della collana Urania edita da Mondadori. :-)
Buona domenica
enrico

strega bugiarda ha detto...

"me lo sono sempre rammentato con il tratto distintivo del garbo, sino al punto da rappresentarmelo negli ultimi tempi come una sorta di pietra di paragone per calarmi nello spirito di rarissimi sceneggiati televisivi o pellicole"
In quello che scrivi ci sono le nostre vite, i ricordi di esperienze letture che fanno di noi ciò che siamo adesso.
Non sai che bel inizio di domenica mi hai regalato.
Superbe Adriano.
Un sorriso

zefirina ha detto...

io lo leggevo il corriere dei piccoli, ehm non quello del 58 avevo solo un anno

Alligatore ha detto...

Questa io la chiamo magia!

Sileno ha detto...

Mi hai fatto ritornare indietro nel tempo, il mio personaggio preferito era Scuterino.
Ciao

Blackswan ha detto...

Caro Adriano, perdonami per l'assenza,ma ho avuto il pc rotto per un mese e un turbinio di cose a rubarmi tutto il tempo. Spero, ora di poter essere più presente.
Come sempre,un grandissimo e ricco post.
Un abbraccio.

Pierrot ha detto...

Sono certo che anche tu come me sei in debito con questo magnifico prodotto che ci hai appena caldeggiato, che da 60 anni salvaguarda il benessere psicofisico di tutta l'Italia che legge fumetti.
D'altronde se c'è la salute c'è tutto... no?

Chris ha detto...

E' stato un piacere leggere quest'articolo, le pagine scannerizzate dei fumetti mi hanno molto colpito ed entusiasmato. Grazie Andriano :-)

Ernest ha detto...

hanno un qualcosa di magico...

ombreflessuose ha detto...

Caro amico, mi fai vivere dei bei sogni attraverso i tuoi ricordi.
i giornalini di una volta erano
davvero speciale: sapevano di vero e "bontà"
Grazie ancora
Baci
Mistral

upupa ha detto...

Colpita in pieno...da ricordi lontani!!!!!!!!!!!!
un caro saluto

Tina ha detto...

Saranno stati saturi di retorica, ma accidenti, ci portavano in un mondo dove l'amicizia era al primo posto e l'altruismo ci veniva servito con garbo, senza scene di odierna, orrenda guerra quotidiana.

Ne ho conservato più di uno, non sono mio fratello che (mi pare di avertelo scritto)ha collane datate,grazie ai fumetti, sono arrivata a in prima elementare che sapevo leggere e scrivere...e grazie di questi Amarcord Adriano, in questi momenti di stampa schizofrenica, un minimo di leggerezza è quanto di meglio ci possa capitare, continua così Adriano, con te siamo sicuri di rilassarci.

Buona serata Adriano ;-))

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Questi sono dei tesori di ricordi, mi affascinano molto. Grazie e complimenti Adriano!

il monticiano ha detto...

Com'è possibile che io non ricordi di aver letto quei giornalini?
Devo averlo fatto anch'io ma il buio è completo.

Pupottina ha detto...

quando lo leggevo io il corriere dei piccoli non era così... ma più moderno...
chissà se esiste ancora!