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giovedì 7 marzo 2013

Ciclisti indipendenti























Continua a scrivere di personaggi e di episodi relativi a Ventimiglia, di cui nella soprastante fotografia si può notare la zona che si affaccia sulla foce del fiume Roia, costante visibile nel corso di sue quotidiane passeggiate, intrise di affabulazione, Gianfranco Raimondo, attingendo a sue pregresse frequentazioni. Lo fa su Facebook, tralasciando per il momento altre sue notevoli esperienze dirette, soprattutto nel campo dello spettacolo, maturate non solo in Riviera e in Costa Azzurra, ma in larga parte d'Italia. 
Sul piano delle vicende locali, a volte la trama dei suoi ricordi diretti si incrocia con qualche mio scarno apporto. 
Così é per il medico Gibelli, antifascista militante, Sindaco della Liberazione, professionista straordinario e uomo gaudente, cui una volta ho dedicato su questo blog un veloce pensiero, attinto da memorie familiari, che corrisponde al ritratto che ne fa Gianfranco. 
E forse ho confinato nell'ambito di conversazioni private altre situazioni.

La vicenda di un ciclista d'anteguerra mi offre un singolare spaccato. Con verve che deriva anche dall'uso di parole in dialetto Gianfranco presenta un uomo del nostro passato, che campava facendo il pescatore, forte (calciava a piedi nudi grossi sassi come fossero palle di gomma), burbero, buono d'animo, ma anche, secondo Gianfranco, incline - caratteristica anche alquanto artata, perché non può mancare in un quadretto di folclore locale - a certe vanterie, come quella di avere raggiunto una volta Binda sul Turchino: personalmente non ho approfondito, ma se si trattava di un allenamento la cosa poteva, a mio giudizio, anche essere accaduta, perché io stesso ho sentito raccontare altri simili episodi relativi a professionisti del pedale d'antan in esercizio sulle strade della nostra Riviera.

Armando Lissa, nome del personaggio delineato da Gianfranco, era stato un ciclista indipendente, una categoria di cui si é persa la traccia e le cui caratteristiche forse risultano nette dal seguente episodio, ancorché inserito in un ciclismo - il periodo é sempre quello antecedente l'ultimo conflitto mondiale - ancora eroico. 
Lissa e un suo collega di questo Ponente Ligure partecipano quella volta ad una Milano-Sanremo. Si recano in bicicletta il giorno prima nel capoluogo lombardo, dove vanno a dormire nella stazione ferroviaria. La gara li vede fatalmente arrivare nella città dei fiori quando ormai é buio...
Gianfranco estrinseca il cognome di questo sodale, ma nella foga del racconto non realizza un pertinente collegamento: in diversi gli facciamo notare che se accenna ad un Croesi, non può non trattarsi della persona che fu a lungo Sindaco di Perinaldo e di cui io ho parlato qui.
Quando lo incontro nell'angolo già menzionato di Ventimiglia per un breve saluto, Gianfranco mi sostiene che il Lissa non gli aveva mai specificato molto del Croesi, ma, per una di quelle combinazioni di cui é piena la vita, in quel mentre sopraggiunge un comune conoscente con salde radici familiari in Perinaldo, che ci offre la puntualizzazione di un Croesi anche partecipante ad un Tour de France. Al che mi rendo conto di essere poco informato io che in precedenza ho dipinto il Croesi come un dilettante - non che un indipendente fosse cosa molto diversa, a dire il vero! - impegnato in prevalenza in Costa Azzurra: il dibattito già ingaggiato mi segnalava un Croesi vincitore di diverse gare italiane!
L'altro giorno vedo qui a Bordighera Giulio, al quale mi viene spontaneo dire che ho appena rintracciato in una fotografia comparsa sul Web la figura di un comune scomparso amico, antifascista torinese dall'animo colto e gentile. Spiegandogli che l'istantanea in parola colse il caro Guido, lassù come d'abitudine in vacanza estiva, vicino al Sindaco di Perinaldo in una certa occasione gioiosa con i ragazzini del paese, per riportarselo alla memoria Giulio per prima cosa mi cita la partecipazione di Croesi ad un Tour de France!
Gli unici a non sapere - nemesi storica! - di un episodio così affascinante, quasi leggendario per noi appassionati del ciclismo d'antan, siamo stati, a quanto pare, io e Gianfranco, il quale oltrettutto ancora oggi non si perde nessun tipo di corsa trasmessa sui vari canali del digitale terrestre...



30 commenti:

Rosa ha detto...

Ciao Adriano, succede ogni tanto di perdersi qualcosa, il ciclismo, concordo, e' uno sport affascinante, con le tue notizie ho ampliato ancora una volta le mie nozioni in merito, lo pratico anch'io, da dilettante, non passero' di certo alla storia.) ciao grazie buon week end rosa a presto..

Sileno ha detto...

Quanto belli erano i tempi del ciclismo eroico, tanta fatica, sudore e improvvisazione, un copertone incrociato sulle spalle e viaaaa...

nella ha detto...

Adrianino..questo Lissa, a me sta molto simpatico...
Intriganti questi ricordi molto originali, dove lo humor è condito con le solite dettagliate descrizioni delle nostre zone!

Tomaso ha detto...

Caro Adriano, il ciclismo fino che viene fatto come sport di obi è sempre bello e pulito, quando diventa professione, iniziano le battaglie spesso vengono a galla tante cose non pulite.
Bella la foto caro amico.
Tomaso

Grazia ha detto...

Che bello che doveva essere quel ciclismo eroico, in cui anche i ciclisti autonomi e senza squadra potevano trovare una loro collocazione!

Carmine Volpe ha detto...

ci si perde la la storia è affascinante, una volta semobrava tutto più vicino e più possibile,paertecipare alla milano san remo è un sogno per molti di noi

Ernest ha detto...

mi piacerebbe farlo ma non ce la posso fare...

Pupottina ha detto...

è uno sport che mette a contatto con la natura e forse un tempo era anche più bello di oggi approfittare del sole per fare una gita fuori porta.
un abbraccio

Ambra ha detto...

Uno spaccato ancora una volta di vita passata, piena del fascino di un passato eroico descritto così vivamente da sembrare dell'oggi.

Guard. del Faro ha detto...

Il ciclismo, uno degli sport più eroici, dopo l'alpinismo.
Raccontata così, caro Adriano, la tua testimonianza è davvero avvincente e suscita un po' di nostalgia per un periodo meno complicato del presente.
Un caloroso saluto.

Tina ha detto...

Niente a che vedere con l'oggi fatto di epo e trasfusioni di dubbia utilità.

Racconti un "tempo che fu" in maniera eccezionale.

Grazie e buona notte Adriano ;-))

alessandra ha detto...

Mi piacciono questi racconti..sono sempre piacevoli da leggere

Il ciclismo è,a parer mio,uno sport tra i più belli..io non lo pratico ma la bici la uso spesso...ciao Adriano

Gianna Ferri ha detto...

Bei tempi allora...

Soffio ha detto...

questa dei ciclisti indipendenti non la sapevo

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Purtroppo oggi il ciclismo balza agli onori della cronaca solo per i vari casi di doping, mentre in passato ci sono state imprese epiche che rimangono scritte negli annali della storia.

il monticiano ha detto...

Bei tempi d'una volta quelli dei ciclisti indipendenti. Ad ogni modo la passione per il ciclismo non scema mai.
Ai tempi in cui correvano io ero un bartaliano convinto anziché coppiano, poi sono diventato, ahimé tifosissimo di Pantani.

mr.Hyde ha detto...

Storie vere , belle ed entusiasmanti.
..con un po' di nostalgia.

La lanterna dei sogni ha detto...

Il ciclista indipendente... suona quasi strano questo termine.
Come son cambiati i tempi!

Buona domenica!

Achab ha detto...

Bellissimo post,è storia anche questa,grazie buona serata Adriano.

Ambra ha detto...

Ciao Adriano.
Sospendo il blog fino al mio ritorno a metà aprile. Prima di partire per il Sud America volevo passare a lasciarti un saluto. A rileggerci un po' più in là.

riri ha detto...

Il ciclismo,che emozione!!
Un abbraccio.

ombreflessuose ha detto...

Ciao Adriano, amo andare in bici e
quando il tempo permette pedalo per diversi kilometri
Il ciclisimo di una volta era (a sentire mio zio) spirito di sacrificio e sportività.
Oggi, i ciclisti, sono solo costruiti in laboratori che di lecito e sportivo non hanno nulla
L' idolo di mio zio era un "certo"
Merckx assieme a Gimondi.
Grazie davvero, la foto è molto bella
Baci
Mistral

CuorediSedano ha detto...

Ancora una bella storia con il fascino della natura e del ciclismo.
Grazie Adriano!

Enly ha detto...

Io ero un grande ciclista prima che abbia avuto un incidente quasi mortale per strada (che mi costò due denti che poi sono stati ripiantati) QUANTI KILOMETRI HO FATTO!!!

Costantino ha detto...

Bella epopea, quella dei ciclisti indipendenti, che seppero talvolta
impensierire i grandi campioni.
Sarebbe bello leggerne una storia completa ; per questo il tuo contributo è prezioso.

berenice ha detto...

quella del prender a calci i sassi coi piedi nudi è proprio ganza!

Carlo ha detto...

A leggere queste meravigliose storie mi chiedevo se i ciclisti di oggi, tra due tre decenni, potranno raccontare altrettante storie così genuine e belle. Oggi, ho l'impressione che lo sport in generale, non sia più una passione ma un'industria che svilisce e "inquina" il senso di una competizione agonistica.

Ciao Adriano, buon pomeriggio.

Gert Jan Hermus ha detto...

I added your blog to my Pinterest board!

Greetings from the Netherlands,
DzjieDzjee

Luz ha detto...

Ah che bel post! Un soffio d'aria fresca. Pensa che io in bici non so andare....

Alligatore ha detto...

Fantastiche storie, come sempre ... io come sai, sono un ciclista della domenica, e nel mio piccolo ho pure un mio ricordo con qualche grande del pedale: sono stato superato, salutato e ben distanziato da Paola Pezzo, sulle colline del Garda, dove abitiamo entrambi ;)