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sabato 15 gennaio 2011

Coincidenze

Panorama da Cap Martin
Guardavo sulla spiaggia di Bordighera qualche giorno fa i lavori di ripascimento (gli ennesimi) pensando  che forse senza adeguate opere di difesa sarebbero una volta di più serviti a poco, probabilmente a causa dell'immediata profondità del nostro mare, la stessa che, come mi spiegò poco tempo addietro l'amico di famiglia nel mentre si faceva tornare alla memoria i viaggi sotto costa del piroscafo Rex, dovrebbe generare il fenomeno delle improvvise ed impreviste ondate che talora sconquassano litorale e passeggiata.

Solo che subito mi veniva in mente che, nel pur breve tratto che va da Capo Ampelio a Cap Martin, tale caratteristica trova significative eccezioni, rappresentate da inconsueti, di solito rocciosi, rialzi del fondale, al massimo a pelo d'acqua, teatri a volte per i conoscitori degli arcani di cospicue pescate di luassi ( i branzini in madre lingua) e di altre pregiate specie, e muti testimoni di relitti misteriosi ed antichi, spesso piratescamente trafugati: echi di storie, anche un po' leggendarie - che nel mio ricordo si uniscono ad altre, talora approdate a dignità letterarie - storie sentite in pregresse agapi, di cui alcuni affabulatori e testimoni non sono più.

Senonché, alcuni di questi ultimi personaggi, insieme ad episodi che rimandano comunque al mare, quali la galleria dell'Arziglia ad est trasformata in rifugio antiaereo e la morte della madre dell'autore per via di mitragliamento da parte di velivolo alleato di innocenti civili (ignominia della guerra) sulla spiaggia di Latte a ponente, tornano insieme ad altri in una recente opera dell'amico Carlo di Ventimiglia, che definire di personali memorie del periodo bellico e post-bellico sarebbe riduttivo: per chi é nato e cresciuto da queste parti si tratta di un incisivo contributo, tra l'altro reso con pregevole scrittura, alla verifica quantomeno delle proprie radici civili e sociali.

Anche perché Carlo é la persona che mi venne a cercare quel 12 dicembre 1969 per farmi unire a quel vigile moto di dignitosa e combattiva protesta che si stava levando nel Paese, marcando con ciò stesso una svolta decisiva nella mia formazione di cittadino. Non sempre si ripagano al giusto le persone:  io, ancora da ultimo, non ho fatto che scordarmi di presenziare alla presentazione del libro in questione, rinviandomi, oltrettutto, l'occasione di ripresa di anelati contatti, pur lungamente attesi, proficui all'intelletto.

Ma Robydick di recente mi fa l'onore, immeritato, di citarmi in uno dei suoi strepitosi post dedicati a recensioni cinematografiche. E lo fa con il film "Milano calibro 9", linkando proprio quel mio articoletto dedicato alla strage di Piazza Fontana, fatto senza grandi pretese.

Proprio oggi, ritrovandomi anche casualmente in intenso pertinente conversare con alcuni amici, emergeva da una gentile signora la sottolineatura che non tutte le vicende degne delle nostre terre hanno ottenuto adeguato risalto. Solo lo schizzo rapido del contributo arrecato dai civili alla Resistenza riempirebbe pagine e pagine di volumi! E', purtroppo, credo, situazione omogenea in tutta la Nazione, con l'aggravante, rimarcata in quel nostro piccolo dibattito, di un progressivo generale disinteresse verso la storia, quelle storie in particolare.

E' una zona non solo di paesaggi minacciati dal cemento, ma anche di fulgide intelligenze, il nostro Ponente affacciato sul mare: una stridente contraddizione, dunque, con la situazione reale, altresì aggravata dalle recenti notizie di stampo criminale. Oggi, per lo meno, mi rimane la consolazione di avere ricavato da quel nostro dialogo un'ulteriore conferma della notevole sensibilità umana di quel nostro grande scrittore, Francesco Biamonti, prematuramente scomparso dieci anni orsono, che con la sua arte maestra aveva anche saputo, come ha evinto un illustre commentatore, anticipare molte delle nuvole scure sul nostro orizzonte.


27 commenti:

Sara ha detto...

Amo molto le tue zone, ma ne conosco solo gli aspetti più paesaggistici. Apprezzo chi preserva la memoria del proprio territorio, anche se fare questo oggi viene considerato poco più di un passatempo.
Tanti scempi o sprechi che hanno interessato la geomorfologia della Liguria e che abbiamo pagato a caro prezzo, sono stati messi un atto secondo un approccio tecnico, arrogante, privo di memoria.

giulia ha detto...

Amo Biamonti e amo la Liguria anche se ho assistito a qualche scempio... E' comunque una gran bella terra. Grazie di questi racconti così preziosi
Giulia

lui ha detto...

ciao... interessante il tuo articolo sulla strage di Piazza Fontana... che bella la foto.. che bel mare...ciao..luigina

giacynta ha detto...

Mentre leggevo, ti immaginavo percorrere le vie di Bordighera, poggiare lo sguardo ora sul mare e la linea di costa, ora verso i declivi, per riconoscere o lasciarti sorprendere da un dettaglio per altri insignificante e per te "animato" da storie, vicende che lo hanno reso a te riconoscibile. E pensare che, grazie ai tuoi scritti, venendo un giorno dalle tue parti, molte cose parleranno anche a me...

Sileno ha detto...

La Liguria è una terra che amo per le sue bellezze naturali e per la sua gente laboriosa,
è anche una terra che ha sofferto molto durante la guerra, ancora bambino, ricordo i racconti di mia madre, presente a Genova durante il bombardamento.
Anche a distanza di tanti anni un pensiero per tua madre, vittima innocente della brutalità umana.

riri ha detto...

Amo tantissimo la Liguria, ma mi sono innamorata perdutamente di Bordighera:-), la trovo fine, un pò silenziosa, accogliente e penso che ci ritornerò..
Si avverte la tua amarezza, che è anche la nostra,quando non c'è cura per la nostra splendida terra....
Un caro saluto e buona domenica e grazie:-)

Zio Scriba ha detto...

Mio padre mi racconta sempre dei dolci ricordi d'infanzia della spiaggia di Laigueglia, e dell'amara delusione quando vi tornò da adulto e la trovò ridotta a pochi centimetri di spiaggia artificiale, fatta con sabbia portata coi camion.
Lo stesso fenomeno di erosione pare riguardare ultimamente i cuori, le menti e le coscienze italiche...

zicin ha detto...

Ciao Adriano,
purtroppo conosco poco la tua Terra, ma la percepisco attraverso le tue parole e le tue emozioni...e ne colgo il significato profondo.
Ti auguro una felice domenica

Massimo ha detto...

caro Adriano,
bel post, purtroppo non conosco bene la tua terra, ma conto di rimediare presto... speriamo che l'intelligenza e la lungimiranza dell'uomo prevalga sugli interessi, per conservarla intatta nella sua bellezza per i nostri figli.
un caro saluto.

il monticiano ha detto...

Adria', quando passo da te imparo e ricordo tante cose.
Tra i ricordi un giorno d'estate a Camogli.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ciao Adriano,la Liguria è un bella terra ricca di cultura e paesaggisticamente stupenda.Saluti a presto

Stella ha detto...

Caro Adriano, un tempo si svernava in Liguria, ora essa è irriconoscibile, con tutto ciò che succede per cause naturali e non...

Tizyana - Azzurraa ha detto...

Ciao, un altro interessante post per conoscere un po' di più la tua amata e bella Liguria.

Ambra ha detto...

Molto preciso il tuo post. La Liguria è terra della mia infanzia, quando, in primavera mi sembra di ricordare, mia madre portava me e mia sorella per una decina di giorni appunto in Liguria. Un paese incantato. Ha ancora degli scorci stupendi, ma non è più la Liguria della mia infanzia, come tutta l'Italia del resto e non solo.
Vorrei aggiungere che sono d'accordo per il progressivo disinteresse per la storia. E' una società troppo veloce, non c'è tempo per il passato. E' triste ma è così.

Ernest ha detto...

Beh beh in questo caso gioco in casa... Non posso far altro che ringraziarti!

I am ha detto...

Il modo in cui tu presenti i luoghi è sempre magico, dietro la nebbiolina del ricordo c'è il senso di un passato lento, fatto di bei luoghi e semplicità.... che stridono con questo nostro ...presente fatto di corse e bruttezze..
Buonanotte caro amico

Gabry ha detto...

La liguria è molto bella, ci sono stata anni fa, anzi secoli fa, ed ho girato un pò sulla costa sia a levante che a ponente...forse è ora che ci ritorni...

Un saluto e buon inizio di questa nuova settimana!

Carlo ha detto...

Ciao Adriano e buon inizio di settimana a te.

In passato, essendo quasi di casa a Genova, ho visitato molti luoghi della Liguria. Dai tuoi racconti, però, posso nuovamente assaporare molti dei miei ricordi ma, soprattutto, scoprire aspetti nuovi degli stessi che non conoscevo.

Ciò che più mi ha colpito di questo tuo racconto, tuttavia, è l'aver comparato il degrado del territorio cui assisti, al degrado delle coscienze di "tanti" italiani!

p.s.: il tuo commento di fine settimana mi ha un po rincuorato. Solo un po, però!!

Ciao e buona giornata.

Alberto ha detto...

Queste nuvole scure sul nostro orizzonte, fisiche e figurate, che Biamonti aveva previsto si sono addensate sullo skyline ligure. Responsabili dello scempio paesaggistico di questo pezzo di Italia sono la destra e la sinistra. Se l'altroieri Burlando, governatore PD delle Liguria, e di fatto l'avallante dell'ultimo scempio della costa con i porticcioli, si fosse presentato a San Biagio al laboratorio internazionale sul paesaggio dove pensavo di vederti, sinceramente non so come sarebbe stato accolto. Queste cose caro Adriano bisogna dirle, chiare e nette.

TuristadiMestiere ha detto...

i tuoi racconti sanno di buono. Come di una bruschetta con il pomodoro, una fogliolina di basilico e un filo d'olio extravergine d'oliva! GRAZIE!

zefirina ha detto...

per fortuna c'è ancora chi ricorda e racconta, altrimenti tanti avvenimenti andrebbero perduti

a bordighera ho fatto per due mesi estivi all'epoca dei miei 18 anni l'assistente in una colonia di bambini e nel tempo libero io e la mia amica Lucia giravamo per i paesini vicini (in autostop, altri tempi)

Davide. ha detto...

La tua scrittura ha una grande forza evocativa. Giustamente sottolinei l'importanza della memoria della Storia e delle Storie, dei testimoni e del testimone che si tramanda fra le genti, e di chi ha voluto lasciare un solco prfondo nella memoria con un testo scritto. Pratica che va estinguendosi nella superficialità del "moderno" trasportarsi, senza un moto di curiosità e ricerca per le radici che fanno l'essenza dei luoghi, per le storie che fanno l'essenza degli uomini e delle generazioni che hanno popolato quei luoghi.

Itsas ha detto...

belle descrizioni scritti in modo piacevolissimo

mi hai ricordato che mia madre mi raccontava spesso di essere stata mitragliata da un aereo americano mentre a Pescara in una bellissima giornata di sole la gente, i civili intendo, donne, ragazzini e bambini soprattutto, stava sulla spiaggia o a fare il bagno e che solo la prontezza di un ragazzo l'aveva salvata,
sono in pochi a raccontare queste cose sui vincitori e liberatori

mark ha detto...

In una storia scritta da scrittori e una storia di fatti accaduti c'è notevole differenza, la natura forse si è accorta della stridente diseguaglianza e si è ripresa quella moltitudine di granelli che la componeva...dando all'uomo la possibilità del ripascimento che non vuol dire cambiare la realtà, ma averne rispetto.
Un cordiale saluto

Baol ha detto...

Mio padre era al lavoro in Piazza Cordusio quando ci fu quell'attentato

mi piace come scrivi, molto evocativo

Silas Flannery ha detto...

Catturi la mia curiosità. Come si intitola il libro dell'amico Carlo, e qual è il suo cognome?

Carmen ha detto...

Che bello Adriano, mi hai fatto ricordare Biamonti (deliziose le sue descrizioni della Liguria), scrittore così poco conosciuto ed apprrezzato, persino dai liguri! Buona serata caro, Carmen