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venerdì 19 agosto 2011

Fra Marco da Nizza

Ho letto per la prima volta di Fra' Marco da Nizza nello stesso romanzo storico - una lunga saga sul Texas - in cui ho appreso di Cabeza de Vaca. Va da sé che mi ha colpito molto sapere di un personaggio nato non lontano dalle mie parti.
Fu un difensore dei nativi americani: la documentazione più pertinente risale ad un suo incarico nell'ormai ex Impero Inca, svolto quando Atahualpa era già stato assassinato, come si evince da una sua comunicazione inserita nell'opera fondamentale di Bartolomeo de Las Casas.
File:Coronado expedition.jpg
Fra Marco, disgustato, cercò ed ottenne altre incombenze, che lo portarono in Messico e che gli fecero passare gli ultimi anni della sua non lunga vita in diverse avventure e contingenze, non tutte di facile lettura e non semplici a riassumere. Il Viceré, in seguito ai racconti delle peripezie di Cabeza de Vaca, lo mandò in una spedizione a nord, attuale New Mexico, alla ricerca delle sette città d'oro (Cibola). La fallace convinzione di averle intravviste fu la premessa alla sua partecipazione al famoso viaggio di esplorazione di Coronado, concluso con un fallimento di scopo, attribuito di conseguenza a Marco.
Le fonti attestano che questo frate francescano (di cui ci rimangono solo i titoli delle sue diverse opere e, oltre quanto già detto, una sola lettera) rimase incantato dalla bellezza di quelle terre, al punto da dedicarle a San Francesco. Non era certo così per i conquistadores che un mito certo lo inseguivano, ma era solo quello di El Dorado nelle sue tante varianti.
Vennero coinvolti quasi tutti, però, crudeli avventurieri e uomini di religione, con gli scarsi mezzi dell'epoca in avventure incredibili, che furono anche - contraddizioni della Storia! - grandi tappe della geografia.
A me, poi, sembra di ricordare che, nel romanzo citato all'inizio, di Fra Marco si mettano in evidenza anche azioni umanitarie compiute a favore degli indiani nelle zone più meridionali dell'attuale Texas. Il che porta a gettare un po' di luce sulle missioni francescane, i cui componenti, almeno in una fase iniziale, dimostrarono, mentre già realizzavano le singolari costruzioni viste in tante pellicole western, qualche sprazzo di umanità verso i nativi. 



28 commenti:

riri ha detto...

Solo un saluto, leggerò con calma al mare, ritorniamo ad Alassio..

I am ha detto...

Io credo che qualcuno individualmente si sia reso conto, per il resto è stato e continua ad essere uno dei più grandi genocidi perpetrati ai danni di quei popoli

maria ianniciello ha detto...

Ciao, i tuoi post sono così ricchi di spunti...si accusa la Chiesa, generalizzando, senza sapere che ci sono stati uomini che quasi nell'anonimato si è discostato da simili atrocità!!! Ciao

Pupottina ha detto...

ciao Adriano
affascinante la figura storica di questo Fra Marco!
stupende le immagini dell'arizona e di canadian river!

Costantino ha detto...

Se difendeva,come hai compiutamente documentato.
gli indigeni dai massacri dei "conquistatori",lui sì meriterebbe di essere fatto Santo!
Confermo che i tuoi post sono pagine di storia e di costume molto di più di libri noti e di trasmissioni divulgative.
Li leggo sempre con interesse,molto interesse,
e sempre si impara qualcosa di nuovo.

giacy.nta ha detto...

Grazie per questa occasione di approfondimento. Ho letto anche la pagina dello scritto- denuncia di Bartolomeo de Las Casas pubblicata su Cultura Barocca. Importante scorrerla. Ti ringrazio.

p.s.
ieri ti ho lasciato un commento sul tuo post dell'agosto 2010... :-)

Gianna ha detto...

Imparo molto dai tuoi impeccabili scritti, Adriano.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Qualcuno si è distinto;ma purtroppo non è servito ad evitare il vergognoso genocidio verso un grande popolo, come i nativi americani.Saluti a presto

Sara ha detto...

Adriano, ovvero della miniera di informazioni storiche!
Non se ne parlerà mai abbastanza.

cooksappe ha detto...

non ne avevo ancora sentito parlare! :O

sandra ha detto...

Di Barolomeo de Las Casas , di Cabeza de Vaca e parecchio altro ci parlò una bravissima guida a MexicoCity, te anni fa. Un signore tra i sessanta e i settanta, nato contadino, analfabeta fino ai 12 anni e poi autodidatta fino ad imparare l'italiano ascoltando audiocassette notte dopo notte , dopo il lavoro. Ci ha portato in giro per un giorno intero e quei nomi son usciti durante la sua stupenda descrizione/narrazione dei murales i Diego Rivera al plazzo nazionale di MexicoCity. Ma Fra Marco no, lui è un nome nuovo per me.
La prima foto sembra una tela, Adriano! Che bella!

Carmine Volpe ha detto...

bella riflessione sulle comunità francescane che abbiamo sempre visto ma mai capite, ora hanno per me una luce nuova

Laura ha detto...

Sei sempre un grande Adriano.Questa storia è simile alla mia tesi d'università :)

Adriana ha detto...

Caspita! Interessantissimo come sempre, Adriano. Buona settimana!

gimmi ha detto...

Papa Paolo III proclamò nel 1537 i diritti dei popoli indigeni di quei tempi. Affermò la loro dignità, difese la loro libertà e dichiarò che non potevano essere ridotti in schiavitù o privati dei loro beni o delle loro proprietà. (Pastorale Officium, 29 maggio 1537).
Invece nel Nuovo Mondo veniva comodo negare i diritti e commettere tutte le nefandezze che sappiamo.
Ci fossero stati più frati Marco in circolazione magari la teoria sarebbe stata aplicata.

Carmen ha detto...

Ignoravo l'esistenza di questo interessante personaggio, grazie pertanto per le scoperte che ci offri e lr riflessioni che ci proponi. MAGNIFICHE le foto! Buona settimana caro Adriano.

Baol ha detto...

Uomini a cui dovrebbero guardare i religiosi di adesso!

Ciao Adriano

TuristadiMestiere ha detto...

parli di un genocidio su cui non ci si sofferma mai abbastanza e che qualche volta ha trovato "giustificazione" nell'esigenza di scoprire nuove terre (il termine giusto sarebbe conquistare o addirittura assoggettare). Non conoscevo Frà Marco. Sono certa che lui e altri religiosi si sono distinti rispetto ai conquistadores in un atteggiamento di pietà vera per gli indigeni, falciati dalle malattie e dalle nostre armi...

Ambra ha detto...

Sempre gustose le tue letture, caro Adriano.
Sono rientrata e sono passata a lasciarti un saluto.

Alligatore ha detto...

Belle foto e bella storia. Sembra un personggio buono per un'avventura di Tex Willer.

Adriano Maini ha detto...

@Alligatore: infatti tra Tex e Salgari che mi giravano per la testa forse qualcosa per strada mi sono lasciato ...

Stefania ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefania ha detto...

Grazie del tuo saluto caro Adry, e complimenti! ... ogni volta che entro qui, resto completamente catturata dalle immagini emozionanti e suggestive che proponi su un testo unico e perfettamente correlato a queste!Ottimo e molto interessante!!

Cri ha detto...

Il tuo modo di raccontare coinvolge in pieno il lettore. La tua scrittura, ben articolata e sempre fluida, trascina dentro le storie. Sei bravissimo , caro Adriano!

Cri

Adriana ha detto...

Caro Adriano, tu che sei appassionato di jazz se vuoi passa da me: Fil ha riarrangiato "Estate" di Bruno Martino per una radio brasiliana e per il Centro di Cultura Italiana in Brasile. Così mi dici se ti piace! Buona giornata!

Paolo ha detto...

Come sempre esauriente. Ma questa volta è meglio.
PS: Salva l'Amazzonia. Con clic. Ti aspetto.

Giada ha detto...

Sono andata a leggere anche la Comunicazione su Cultura Barocca, sono rimasta colpita. Figure come questa di Fra' Marco da Nizza non dovrebbero cadere nell'oblio.
Quoto quello che ha detto mio papà Costantino, forse varrebbe la pena di considerare queste persone, quando si parla di Santi.
Ciao Adriano, buona domenica
Giada

ombreflessuose ha detto...

Buongiorno Adriano, ti conosco da poco tempo.
ma ogni volta mi "stupisci".
Ci sono stati personaggi del mondo religioso che nel passato, hanno fatto con pochi e poveri mezzi, davvero dei "miracoli".
Buon lunedì
Ombre