Pagine

martedì 3 gennaio 2012

Altre idee di Ventimiglia (e zona)


Questa mattina M., finalmente trovato di persona e da me interpellato in proposito del professore Raffaello Monti, mi racconta di un'importante assemblea pubblica sull'obiezione di coscienza, avvenuta a Bordighera nei primi anni '60 con l'intervento di Aldo Capitini, grande figura di cattolico pacifista. E con un lungo telegramma di Bertrand Russel, dispiaciuto di non poter intervenire. L'iniziativa ebbe luogo nella Chiesa Anglicana della Città delle Palme, allora aperta al culto. Con l'autorizzazione del Vescovo di Malta, da cui dipendeva quel luogo ancora sacro. Il meeting era stato organizzato dall'Unione Culturale Democratica, cui partecipava il professore Monti, artefice, anche in virtù dei suoi profondi legami con Capitini, della sopradetta manifestazione. Di quest'ultimo, di cui ho già parlato, cercavo e cerco ulteriori notizie, perché per un caso straordinario e significativo a seguito di quel mio post sono entrato in contatto telefonico con la figlia, che mi ha esortato a parlare ancora di suo padre, soprattutto in riferimento alla sua frequentazione con Capitini: il che io traduco soprattutto nel sollecitare vecchi amici in Bordighera e dintorni della famiglia Monti a riunire memorie e documenti dell'attività svolta in questa zona, da ultimo anche nel pensare a qualcuno veramente esperto di penna per stendere note importanti in proposito.

In sostanza, qualcosa che ho scritto già qui sul blog ha avuto sviluppi, anche imprevisti, inoltre incrociando altre trame.


Un punto riassuntivo potrebbe essere il già da me citato Bar Irene di Ventimiglia dei primi anni '70, che di recente mi torna in ballo anche per aspetti banali, ma che molti collaboratori locali del professore Monti hanno conosciuto bene.

Come l'ha conosciuto bene N., da anni, come ne scrissi tempo fa, emigrato nelle vicinanze di Milano, con cui, finalmente, dopo due fugaci occasioni, ho potuto avere qualche giorno fa una lunga e proficua discussione, come quelle di una volta: sembrava proprio ci fossimo lasciati l'altro giorno, forse perché, come dice, esplicitandomi il senso di una battuta di un mio ex-compagno di scuola, il mio anonimo dotto eremita della collina, quando si cresce insieme rimane un elevato grado comune di confidenza.
N., che ritrovo come sempre colto ed acuto osservatore, in più temprato anche dalle importanti vicende culturali di una vecchia Milano, che ha avuto l'opportunità di vivere, quella della Casa della Cultura, per intenderci, ha di quel Bar Irene più in mente, o a cuore, in questo momento, se ho capito bene nell'enfasi di un cimento peripatetico interrotto da continui rimandi, persone anche dalla vita pittoresca, che credo di avere individuato anche in un pezzo di notevole pregio stilistico di un altro nostro conoscente, pezzo che prima o poi mi devo decidere a pubblicare qui.
Solo che a quel Bar era lui soprattutto, N., quello che faceva interminabili discussioni con Francesco Biamonti, come a suo tempo io devo aver messo in quella mia sintesi di quella storia, per noi ed altri, così importante. Non per niente una parte del tempo passato insieme l'altro giorno l'abbiamo speso a vedere a Bordighera la Mostra fotografica di Ario Calvini "Tra gli ulivi con Francesco Biamonti".

L'incontro con N. - che non ha conosciuto, tuttavia, il professore Monti - mi fa, dunque, da traccia per schemi di vecchie narrazioni che dovrei arricchire, ma, prima di proseguire almeno per una parte qui, aggiungo che altri spunti mi sono stati da lui forniti, soprattutto con alcune sue fotografie ed alcune impeccabili riflessioni consegnatemi subito dopo via email: mi auguro solo che vada ad aprire presto il blog di cui mi ha detto in termini ancora di vaga idea.


Avevo già saputo che il mio amico d'infanzia, cui sono debitore di tanti insegnamenti relativi alla storia, aveva presentato a Ventimiglia, verso il termine del lungo periodo in cui io mi ero trovato praticamente relegato a Sanremo, il bel romanzo di N., su cui l'autore mi ha pregato per il momento di tergiversare. Ma N., dalla robusta, differentemente dalla mia, memoria, mi viene a sottolineare l'esperienza per tutti noi giovanile di un Cineforum, condotto presso il Dopolavoro Ferrovieri di Ventimiglia, nel corso della quale, ad esempio, il nostro vecchio sodale, oggi ormai ben piazzato a Seborga e che mi ha confermato la circostanza, procedette, con la sua sempreverde foga, a difendere le opinioni altrui, comunque espresse.

Di N. dovrò dire altro ancora, come preannunciato, non fosse altro che per ricordare altre persone, alcune veramente care, da ricondurre alle comuni trame, ma aggiungo due argomenti che in qualche modo lo collegano a mie pregresse storie. Di quanto pertinente a "Far West di Ponente" l'ho maggiormente informato io, non sapendo lui ad esempio del romanzo di Elio Lanteri, che bene conoscemmo da giovani, ma su alcuni aspetti, sempre via email, mi ha già fornito suoi giudizi critici. E non potevo dubitare che, avendo conosciuto Nico Orengo, N. rammentasse all'autore de "La curva del Latte" che nella campagna condotta dal protagonista lui ci avesse lavorato, anni dopo quell'ambientazione storica, da bracciante, ricavandone anche il ritratto affettuoso del figlio reale di quel personaggio, figlio cui Orengo, particolare a me sfuggito, aveva dedicato un'altra opera.



Ma su Orengo, una cui recente parziale rilettura mi ha aperto altre strade da indagare, termino questa prolissa esposizione.


24 commenti:

Alligatore ha detto...

Da obiettore di coscienza ricordo benissimo la figura di Aldo Capitini, e fai bene a ricordare questi personaggi, di un'altra Italia. Continua così Adriano.

Tomaso ha detto...

Che ricordi che mi fai conoscere caro Adriano, purtroppo in quei anni io ero già sperduto e l'Italia per me non la ricordavo così grazie che ora conosco un po' di storia di quei tempi.
Tomaso

tiziano ha detto...

E sempre bello ricordare episodi passati specialmente per chi li ha vissuti, per chi non li conosce e bello leggerli ed approfondirli,
buona serata Adriano.

PAOLO F. ha detto...

Io credo amico Adriano che se continui tu l'opera cuore-ricordi-penna è meglio. Sei ideale per un simile impegno. E sia N. che noi te ne saremo sempre grati.
Paolo

Ambra ha detto...

E' incredibile quante storie affascinanti hai da raccontare. E quali intrecci tra l'attore principale (tu) e una serie di figure che, rievocate, appaiono vive e presenti intersecandosi anche tra loro.

Ernest ha detto...

mi associo a Paolo
un saluto

Gabry ha detto...

Bellissimi questi racconti di vita vissuta dove luoghi e persone, con le loro storie, mi incuriosiscono e mi arricchiscono; grazie per averle condivise.

Un saluto Adriano e buona giornata!

Grazia ha detto...

Mi piace il garbo e la competenza con cui ci fai entrare nella tua vita, in una città e in un periodo in cui erano fitti gli intrecci tra persone e idee.
Un saluto

ombreflessuose ha detto...

Ciao Adriano, grazie alla tua amorevole passione,riesci a coinvolgere la mente e il cuore, stimolando la curiosità dell 'anima.
Salutoni
Mistral

I am ha detto...

Altri tempi, un'altra Italia con grandi pensatori.
E' bello leggerti Adriano, il tuo garbo narrativo è affascinante...

Stefania ha detto...

Buonasera Adriano, hai raccontato, nei diversi post, così bene la storia e le propaggini di Ventimiglia, che sarebbe un peccato non vederla, un giorno o l'altra di persona! Come ti dissi tempo fa, oltretutto, hai ottime capacità storiche, riuscendo così a raccontare in maniera diversa e molto interessante gli avvenimenti del passato, che ti vede far da protagonista nei tuoi racconti! Complimenti.

Lara Ferri ha detto...

Concordo con chi scrive che hai un garbo narrativo affascinante, Adriano.
Ci stai facendo rivivere un'Italia che non esiste più. E, anche in questo senso, i tuoi ricordi, le tue ricerche appassionate, sono per noi che ti leggiamo, non solo rimpianto ma anche speranza.
Grazie di cuore!
Lara

Gianna ha detto...

Ci affascini sempre,Adriano, coi tuoi racconti di vita vissuta.
Ancora complimenti.

Cri ha detto...

Il tuo stile narrativo con cui descrivi fatti di luoghi e persone,riesce sempre a coinvolgere, a stimolare la curiosità e l'interesse.E' così bello il tuo modo di esporre e raccontare le storie arricchite di dettagli emozionanti, che mi sembra di seguire, comodamente seduta in una poltrona davanti ad uno schermo, un film di cui tu sei il regista.
Grazie, Adriano!

Un abbraccio
Cri

Sandra M. ha detto...

Quella per il diritto all'obiezione di coscienza è stata una grande conquista di civiltà. Fui molto fiera ed orgogliosa quando mio figlio, a suo tempo, scelse quella strada.

federica ha detto...

sono sempre belli i tuoi racconti!!
ciao fede

Carlo ha detto...

Ciao Adriano e buona serata. Seguire i tuoi racconti e scoprire come s'intrecciano con altre storie da te narrate, come quella del Bar Irene o del Far West di Ponente di recente lettura, è un piacevole modo per conoscere scorci di storia che non tutti potrebbero altrimenti apprendere. Prevedo che questa tua ricerca ci riserverà nuovi e affascinanti sviluppi. A me sembra un lavoro immane tutto questo ricostruire e incrociare luoghi e persone. Ma la sensazione è che tu lo faccia con passione e, quindi, la "fatica" non la senta! Complimenti.

P & M ha detto...

Hai una capacità di coinvolgimento nei tuoi racconti invidiabile... complimenti caro Adriano e continua così!!!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sempre grandi racconti trovo nel tuo blog.
Saluti a presto.

Carmine Volpe ha detto...

mi fa piacere è tutto un fermento di idee, un inizio anno tutto in salita

Gabe ha detto...

racconti intriganti,rievocazioni di anni giovanili,frammenti di storia,piacevoli da leggere.serena notte Adriano

Pupottina ha detto...

ciao Aldo
è bello vedere che quello che scriviamo piace ed apre dibattiti inaspettati.
aspetto di sapere altro di N.
i post precedenti che hai citato in questo post li avevo letti e li ricordo con piacre.
belle anche queste nuove foto!!!

lui ha detto...

ciao..che belle queste storie ....partecipare a vita vissuta è molto bello..sembra di vederle in un film.......ciao...luigina

enri ha detto...

Storia molto interessante che si legge con piacere.
Buona domenica
enrico