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lunedì 14 ottobre 2024

Profumi

Camporosso (IM): la provinciale di Val Nervia poco oltre la vecchia distilleria


Imperia: il campo di atletica al Prino

Negli anni Sessanta, in qualche caso anche oltre, poteva capitare di imbattersi in singolari circostanze. Odori dolciastri di distilleria accoglievano di tanto in tanto al campo di atletica del Prino ad Imperia - all'epoca una struttura dell'Esercito - i partecipanti ai campionati provinciali studenteschi e gli atleti di Maurina e di Foce, società rispettivamente del capoluogo provinciale e di Sanremo, sia in occasione di allenamenti che di gare. Fragranze di tal genere davano il benvenuto a chi in Corso Genova di Ventimiglia lasciava o entrava in regione Nervia, a chi transitava lungo la provinciale di Val Nervia in località - anche questa! - Nervia di Camporosso, a chi passava in zona Bigarella, angolo Via Romana, di Bordighera. Alla distilleria storica della Frazione Latte di Ventimiglia, posta all'imbocco della strada per Villatella, sono state dedicate diverse pagine scritte di rievocazione. 

Le rivisitazioni di lungo periodo comportano, tuttavia, un discorso che porterebbe molto lontano, addirittura alla fabbrica di profumi di Vallecrosia, aperta oltre un secolo fa, ma già chiusa in epoca lontana, o all'opificio Andracco di Bordighera. O all'analisi seria, di carattere socio-economico, di distillerie tuttora esistenti, come quella di Vallebona.

Con queste righe, invece, si è tentato di cogliere aspetti curiosi, specie della zona intemelia. Già così facendo verrebbero in mente ulteriori e variopinte divagazioni: come non pensare, infatti, in questa direzione ad almeno un estroso personaggio uso ad esporre al MOAC di Sanremo essenze ed altri derivati della lavanda e a presentare i suoi prodotti con fare da imbonitore d'antan?

A inseguire la memoria di appaganti effluvii si corre il rischio, consapevole, di spaziare assai.

A saperli cogliere, ancora oggi ci si può lasciare inebriare dai profumi intensi delle jacarande quando queste iniziano a sfiorire: di particolare forza quanto capita in proposito in Via Romana a Bordighera sopra il Giardino Monet. Questa esperienza, invece, viene ormai da lungi impedita, come hanno sottolineato anche personaggi illustri, per i pitosfori, pur molto numerosi nella zona intemelia: un fenomeno negativo che non tutti i commentatori hanno colto, forse perché tipico della Liguria.

Gli aromi di caffè appena tostato erano sino a poco tempo fa una costante in tutto il Paese. Il ponente ligure conferma tuttora in larga misura la tradizione, ad esempio in Piazza Dante ad Imperia ed in Via Fiume a Sanremo. Ma é uno scomparso esercizio di Via Prè a Genova che ha ricevuto di recente gli onori del ricordo indiretto da parte di una brillante penna - forse ignara del fatto che allo stato attuale non troverebbe più riscontro per la sua memoria - di una ex studentessa universitaria degli anni Sessanta sul blog di Chiara Salvini: "Con tutto ciò, devo dire che quello che amo ancora di Genova è il profumo del caffè che si respirava nei suoi vicoli: quando uscivo dall’ambiente polveroso dell’Università di via Balbi andavo a Principe attraversando via Prè e lì c’era la Genova che mi piaceva: mi piace De André perché ha amato e cantato quella città, per tanti versi inospitale". Non sarà del tutto fuori tema sottolineare, a questo punto, che furono clienti assidui della torrefazione di Via Prè tanti ferrovieri del personale viaggiante che prendevano servizio alla stazione di Ventimiglia.

Adriano Maini

martedì 26 giugno 2012

Il profumo delle jacarande

Quest'anno mi sono fatto cogliere alquanto impreparato dalla fioritura delle jacarande. Sono già avvolte dal delizioso, originale profumo che, pur permanendo per mesi, nel mio empirismo é sintomo anzitutto della caduta di quei petali che non rimangono a lungo sui rami.
Mi sono dimenticato di chiedere conferma o lumi su questi particolari circa una settimana fa all'amico giardiniere, che, fermatosi per parlare con me di tutt'altro, equivocando, mi redarguiva bonariamente per le mie pregresse disattenzioni a questo albero, mentre io in effetti mi rammaricavo a quella data di non avere ancora fatto fotografie in proposito. Del resto, diverse persone di questa zona di Riviera Ligure, pur dotate di pregevoli giardini, mi hanno confermato di essersi accorte da poco dell'attecchimento dalle nostre parti di quelle belle piante esotiche.
E a volte le jacarande più spettacolari sono situate in terreni privati, quindi, non agevoli da ammirare da vicino. Scorgendone per la prima volta - le scoperte in tal senso sono continue - una da lontano - una vera nuvola di colore! - in un paesino dell'entroterra, un altro amico me ne voleva precisare il nome in palissandri, termine che pur conoscevo ma che non torna usuale nelle conversazioni correnti.
Ne riportavo un'altra informazione con la quale coglievo di sorpresa l'amico giardiniere, rivisto, sempre per caso, l'altro ieri. Che quelle piante erano state introdotte a pochi chilometri dal mare già prima della seconda guerra mondiale (inesorabilmente falcidiate dal gelo di inverni più rigidi di altri: dal che deduco una continua ripiantumazione di nuovi esemplari).
Mentre la jacaranda dell'ultima immagine é stata proprio collocata anni fa dall'amico giardiniere, che lamenta oggi trascuratezza in merito da parte del Comune di Bordighera.

sabato 11 giugno 2011

Jacarande...


E pensare che la mia passione per le jacarande iniziò non molti anni fa, dopo avere visto casualmente quelle che oggi mi sembrano due piante, quelle della fotografia qui sopra, piazzate tra i due porti di Sanremo, con le radici quasi lambite dal mare, all'epoca molto, ma molto striminzite.

A pochi metri dalle prime, dall'altra parte della strada, ce n'è una maestosa, che sta quasi ad indicare la pista ciclo-pedonale che si snoda per metà provincia di Imperia sul vecchio tracciato della ferrovia. Ma per accorgermi della sua fioritura ho fatto passare ancora qualche anno, il che introduce il probabile assioma, che poi riprendo, per cui questi alberi d'importazione, se non rifulgono di quel colore, come spesso può loro capitare, vengono quasi inevitabilmente confusi con altri più noti, come quelli del pepe o del finto pepe, più noti dalle nostre parti. Aggiungo che tutte queste informazioni le ho apprese dal mio grande amico fotografo di cui ho spesso parlato.

Questa, che orna il Giardino Monet di Bordighera, mi diede lo spunto per fare i  miei primi passi da blogger. Come ennesima precisazione sul tema, aggiungo che quest'anno stavo per perdermene la fioritura - e così di tante altre - sia perché mi sembra anticipata rispetto all'anno scorso, sia perché, fatte debite eccezioni, tanti alberi non sono posizionati lungo i miei abituali tragitti.

Infatti, la mia attenzione nella settimana che si conclude è stata in primis richiamata da questa jacaranda che é all'angolo del Mercato Coperto di Bordighera.


Un giorno fotografai una jacaranda in un tratto della Via Aurelia sito tra Bordighera ed Ospedaletti (IM). Si era colà appena fermata una signora in motocicletta per fare con il telefonino la mia stessa operazione. Aveva visto casualmente quella pianta e non ne conosceva il nome, che chiese invece a me. La mia modesta conclusione sul punto è che, non fiorendo dalle nostre parti tutte ogni anno e non sempre nello stesso periodo, possano passare inosservate anche agli occhi degli appassionati di botanica, come mi è capitato di riscontrare ancora di recente.

Non potevo non documentarne una di Mentone, abbastanza prossima alla vecchia frontiera, che, tuttavia, al pari di quelle vicine, mi sembra da anni stenti ad esplodere di bellezza, mentre in quella città hanno addirittura intitolato una via alle jacarande, che là spiccano soprattutto in lontananza dall'alto delle colline.

Altura per altura, ne presento allora una, ritratta in una giornata di scarsa luminosità, di Latte, zona ovest di Ventimiglia.

Ed ecco quella di cui qui ho già parlato di recente, quella abbandonata che vedo più spesso, ma che stava per trarmi in inganno perché pensavo stesse fiorendo lentamente, per cui stavo ancora aspettando di andare a cercarne altre: invece, no, anche quest'anno ha fatto quello che ha potuto, mentre quello in basso, se non erro, è glicine. E nel vicino vivaio a farle ideale compagnia una ancor giovane, credo, pianta. Ma questa é solo una modesta selezione di jacarande di questo lembo di Riviera ...