In provincia di Imperia forse le prime esibizioni di cantanti famosi in Feste de l'Unità avvennero a quella di Ventimiglia, che si teneva nei classici Giardini Pubblici: Claudio Villa nel 1973, Gianni Nazzaro nel 1974, con grande successo di pubblico, non pagante, ma gli organizzatori rientrarono in parte dalle spese - se non da tutte - con maggiore affluenza agli stand e con le offerte libere, che venivano scambiate con le tradizionali "coccarde", a quel tempo ormai sostituite da adesivi multicolori, che evitavano tante punture di spilli, come invece d'antan.
Il
paradosso è che probabilmente una presenza canora "impegnata" nella
città di confine nel corso di una sagra popolare aveva avuto luogo
qualche anno prima quando il cantastorie Franco Trincale in una data
serata si alternava a complessini del posto. Qualche ventimigliese
ricorda ancora di avere notato parecchio tempo dopo Trincale all'opera
nel Corso di Milano, più o meno angolo con il Duomo, con ai piedi - ma
questo non potrebbe giurarlo - il classico piattino con le offerte,
mentre infine alla kermesse comunista ventimigliese sarebbero approdati -
come sottolinea in suoi scritti Arturo Viale - gli Inti-Illimani.
Sempre
in tema di musica squisitamente popolare i dirigenti comunisti delle
Alpi Marittime chiesero al giovane funzionario comunista, che girava per
quel dipartimento con il loro accordo tra gli italiani immigrati per la
campagna elettorale amministrativa del 1975, di ingaggiare per la loro
Festa, che si teneva al Palazzo delle Esposizioni di Nizza, un gruppo
italiano squisitamente folcloristico: con grande disappunto - non il
primo e neppure l'ultimo! - dei suoi ospiti, che dovettero subire il
fatto compiuto, il loro referente procurava, invece, la partecipazione
di una classica bandina di ragazzotti della zona di confine, dedita a
canzoni da ballo liscio. Per paradosso, in epoca più recente un
componente di quella piccola compagine, già assessore - e non solo -
nell'ambito del centro-destra, poteva in alcune circostanze scherzare
con il suo vecchio committente, imputandogli il fatto di averlo
obbligato a suonare in una tana dei "rossi".
Il
già citato funzionario comunista si recava a metà anni Ottanta in quel
di Latte, Frazione di Ventimiglia, in visita a quella che probabilmente
era la prima Festa dell'Amicizia in zona, un'iniziativa del tutto
assunta a carico ai giovani di quel partito. Per qualsiasi motivo avesse
compiuto quel passo - per curiosità o per mere pubbliche relazioni -
quell'ormai più maturo politico di sinistra, dietro le ripetute
insistenze di alcuni attivisti, non potè esimersi dallo spendere qualche
moneta in giochi vari, dai quali uscì alla fine con la vincita di una
bella piantina grassa, che avrebbe voluto lasciare sul posto, ma che
dovette, per le insistenze dei suoi anfitrioni, portarsi a casa, dove,
crescendo bene, rimase a lungo.
Di
Vasco Rossi ad una scalcinata Festa de l'Unità in Roverino, Frazione di
Ventimiglia, qui si è già detto. Il maggior numero di spettacoli con
alto grado di notorietà, se non di professionalità, tuttavia, in quel
torno si ebbero alle Feste de l'Unità di Sanremo, che si svolgevano
all'ombra - solo mattutina! - del Forte di Santa Tecla, e di Imperia,
queste tipiche della base del molo lungo del porto di Oneglia: su queste
ultime si compiace talora di compiere rievocazioni un giornalista
pensionato, scrittore di storie e di romanzi sulla Resistenza.
Adriano Maini, La piantina dei giovani democristiani, Adriano Maini: vecchi e nuovi racconti, 22 agosto 2025


