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lunedì 26 gennaio 2026

Anche un isolotto artificiale quasi alla foce del Nervia

 







Il torrente Nervia scorre verso la foce tra gli alberi sfiorando in tangente sulla sponda orografica di destra Via Gradisca, nella zona di Ventimiglia che prende il nome da questo corso d'acqua, ma risulta visibile in pratica solo attraverso una griglia che sbarra il fondo - lato, dunque, di levante - di questa stradina. Tanti, tanti anni addietro, nonostante fosse già passata anche da quelle parti - novembre 1966 - una disastrosa piena, che meriterebbe un capitolo a parte, in quel punto era stato realizzato un notevole accumulo di terra e di ghiaia, accesso per uno sterrato, che diventava presto nulla di più di un sentiero, che terminava su una spiaggia pressoché selvaggia, nelle cui adiacenze in direzione Francia spiccava in pratica solo il deposito - ormai dismesso - dei locomotori delle Ferrovie, un'area oggi ristrutturata a spazio pubblico.
Qualcuno parla addirittura di una sorta di isolotto realizzato al centro del corso d'acqua, da molte persone utilizzato per il lavaggio delle proprie automobili.
Nelle sue cronache telefonate da Parma se ne ricordava Carlo, che millantava lontani arrivi in loco - più probabili, tuttavia, dal lato mare - a bordo dell'autovettura dello zio acquisito, il bravo panettiere ben conosciuto in città per approdare a gustosi picnic all'aperto o, più spesso, a pranzi nel primo ristorante costruito sulla riva, un altro edificio dalla proprietà e della storia controverse. 
 




Opinabili o meno che siano le date e gli assetti di quel punto di territorio, erano incontrovertibili i riversamenti provenienti dal distributore di benzina non poi così lontano, quello, alla data attuale chiuso, dove, quando ancora non era stata realizzata l'Autostrada dei Fiori, si fermarono per fare rifornimenti di benzina tante celebrità, soprattutto calciatori. Era di là da venire la protezione - non si quanto efficace - data al corso d'acqua verso la foce dalla denominazione ufficiale "Oasi del Nervia" e dai connessi approntamenti.



Via Gradisca, ancora, piccolo rione di case anche di ferrovieri: non c'é più sulla scarpata della ferrovia l'alto traliccio, oggetto nei primi anni Sessanta di spericolate arrampicate di Piero e di altri avventurosi adolescenti.



Non doveva passare molto tempo prima che l'assetto dell'adiacente - a ponente - località mutasse radicalmente, soprattutto con l'edificazione di palazzoni che hanno pure elettrizzato a lungo la vita amministrativa di Ventimiglia.

Adriano Maini

sabato 20 luglio 2013

Divagazioni estive


Il torrente Nervia scorre verso la foce tra gli alberi sfiorando in tangente Via Gradisca, nella zona di Ventimiglia (IM) che prende il nome da questo corso d'acqua, ma risulta visibile in pratica solo attraverso una griglia che sbarra il fondo - lato levante - di questa stradina. Tanti, tanti anni addietro, nonostante fosse già passata anche da quelle parti - novembre 1966 - una disastrosa piena, che meriterebbe un capitolo a parte, in quel punto era stato realizzato un notevole accumulo di terra e di ghiaia, accesso per uno sterrato, che diventava presto nulla di più di un sentiero, che terminava su una spiaggia pressoché selvaggia, nelle cui adiacenze spiccava in pratica come costruzione solo il deposito dei locomotori delle Ferrovie.

Per combinazione, mi è stata recapitata di recente una fotografia di famiglia, che non ricordavo, che riprende grosso modo quest'ultimo tratto com'era cinquant'anni fa. Oltre a me, compaiono il nonno e...

Non doveva passare molto tempo prima che l'assetto di quell'angolo di territorio mutasse radicalmente, soprattutto con l'edificazione di palazzoni che hanno anche elettrizzato a lungo la vita amministrativa di Ventimiglia.

Mi viene sin troppo naturale quest'estate - in quanto mi sono deciso ad approfittare più spesso di spiagge così vicine a casa - pensare a scorci di mare di un tempo. A Bordighera, storicamente dotata di una lunga passeggiata, prolungata a stralci verso ponente solo a partire dagli anni '70.

Quando ancora adolescente, come settimane addietro rammentavo con un'amica di quella specie di avventura, per le prime volte potei andare al mare senza essere accompagnato da adulti, questo mi capitava a Bordighera  (IM), in un punto, accessibile solo attraverso il greto - non ancora cementificato, dunque - del torrente Borghetto, dove una striminzita striscia di sassi si appoggiava alla massicciata della ferrovia.

Poco oltre - in direzione Francia - il centro di Ventimiglia (IM), il maestoso arenile delle Calandre si é nel tempo drasticamente ridotto. Si dice in conseguenza della realizzazione - in particolare più a ponente - di opere a difesa del bastione della linea ferroviaria.

Calandre. Un sito caro a tutti nella città di confine e in prossimità. A tanti villeggianti. Un luogo di memorie, inoltre. Come tale lo segnalo, perché indirettamente mi é stato chiesto. Al pari di qualche altro in zona, forse.

Via Gradisca, ancora. Ci sono stato qualche giorno addietro con un amico, che vi ha abitato a lungo e che intendeva rivedere con me quel piccolo rione di case di ferrovieri, al quale ha dedicato righe intrise di nostalgia, in ispecie per la pregressa solidarietà popolare, ben presente anche a me.

Frammenti di discussione e incontri del frangente, invero, suscettibili di altre, numerose divagazioni, hanno contribuito a portare certe mie riflessioni, infine qui approdate, ad un taglio - spero! - da approccio alla storia del costume e della civiltà materiale.

Così mi sono deciso a rivisitare da solo quella piccola arteria per fare quelle fotografie che non avevo ancora. Non c'é più da poco, come faceva notare la volta precedente Angelo P., l'alto traliccio, oggetto - cosa che E. non ricorda - di spericolate arrampicate di Piero G.: io non ero in grado di risalirlo che per pochi metri. Accadeva sempre d'estate. Come per altri episodi da "ragazzi della Via Pal" a Bordighera, intorno alla Zona Bigarella, con me sempre più da spettatore che da protagonista. Ero già tenuto, probabilmente, a quell'alone di sicurezza con cui le famiglie oggi - per oggettiva necessità - circondano i bambini, aspetto che mi sottolineava giusto due sere fa, proprio qui a Bordighera, una compagna di alcuni di quei lontani giochi in periferia della Città delle Palme...