![]() |
Imperia: il campo del Prino |
![]() |
Il campeggio del Ministero della Pubblica Istruzione a Cappella, Frazione di Lavarone (TN) a luglio 1966 |
Adesso quel vasto sito è in larga misura allocato come installazione di atletica leggera.
Adriano Maini
![]() |
Imperia: il campo del Prino |
![]() |
Il campeggio del Ministero della Pubblica Istruzione a Cappella, Frazione di Lavarone (TN) a luglio 1966 |
Crescendo,
alcuni di loro si fecero sfacciati e si misero a raccontare con aria di
spavalda superiorità di coppiette infrattate tra i canneti a ridosso
del muraglione della rimessa ferroviaria e di quanto di piccante poteva
accadere tra i teli di quel campo.
Si esibivano, intanto, anche
procaci bellezze locali: si conservano alcune fotografie dove si possono
notare ormai maturi capifamiglia che nelle riprese di gruppo non sanno
dove posare lo sguardo.
![]() |
Camporosso (IM): uno scorcio dell'ex Piazza d'Armi |
![]() |
Ventimiglia (IM): la palestra ex G.I.L. |
Dolcedo (IM) |
Le
persone che nel ponente ligure assistevano negli anni Cinquanta al
passaggio dei carrozzoni di famosi circhi, ma in particolare degli
elefanti, probabilmente nulla sapevano di Grock anche se questo grande
artista da tempo aveva fatto erigere ad Imperia una villa oggi
praticamente monumento nazionale.
Sanremo vuol dire anche Casinò:
non è dato sapere oggi, ma sul finire degli anni Sessanta quel sito
così riservato era in talune occasioni aperto per una qualche sorta di
festa goliardica - una balera "una tantum"? - cui per accedere forse era
sufficiente essere giovani, molto giovani, non soltanto universitari
con tanto di libretto.
Sul finire degli anni Ottanta
rappresentanti dell'Associazione - delle Alpi Marittime - delle piccole
imprese del settore costruzioni, CAPEB, in missione esplorativa presso
omologhi italiani di Sanremo si sentivano autorizzati a raccontare,
soddisfatti dell'evento, che ad Antibes, se con degli scavi venivano
rinvenuti resti dell'antichissima città fondata dai coloni greci, ci si
affrettava a ricoprire il tutto.
Nel 2007 a Nizza in un bar sulla
Promenade, al buffet "in piedi" preparato dopo un Convegno svolto
nell'attiguo Albergo Negresco, un noto senatore, seduto comodo ed
attorniato da alcune tardone, veniva servito con insolita solerzia da
altro robusto partecipante, futuro presidente di associazione di imprese
della provincia di Imperia, desideroso di carpire chissà quali segreti
di affari immobiliari della Costa Azzurra. Quasi ad ogni passaggio di
quel giovanotto, tuttavia, un buontempone della sua vera compagnia,
senza mai alzarsi dal tavolo dove era in corso una fitta conversazione,
riusciva a carpirgli un piatto di portata per sé e per gli altri.
Una
prova sintomatica di Web agli albori venne condotta - ultimo quarto
degli anni Novanta - a Dolcedo (IM), un bel paese in Val Prino: in buona
sostanza con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale la
presentazione in pubblico (abbastanza folto, per essere agli esordi del
mezzo e in un piccolo centro) di pagine, anche interattive, di
informazione su determinate politiche praticate dalla Commissione
Europea di sviluppo economico, segnatamente sul turismo, il tutto ideato
e curato da un consulente decisamente appassionato.
Occorre
aggiungere che il sito che ospitava quel lavoro era di una signora, il
cui marito è attualmente un autorevole funzionario pubblico e che i
giovani coniugi, esperti in materia, che fecero allora i più precisi
collegamenti ed i più forti coinvolgimenti tra gli attori in causa, sono
professionisti sempre più affermati nel mentovato campo. Simpatici,
tutti, insomma: quella serata nel suo complesso ed i vari animatori
della medesima.
Adriano Maini
Adriano Maini
Bordighera (IM): il Lungomare Argentina |
Francesco Biamonti sapeva di trovare spesso Sergio "Ciacio" Biancheri sul lungomare di Bordighera intento ad abbozzare talune delle sue splendide "Marine": capitava altrettanto di sovente che chiedesse ed ottenesse in dono dall'amico pittore alcuni degli schizzi di prova, che al futuro scrittore di San Biagio della Cima sarebbero in seguito serviti per atti delicati di galanteria in ambito femminile.
Un altro amico pittore di Biamonti, Ennio Morlotti, introdotto casualmente in quella compagnia (i nomi che qui corrono ed altri ancora che non verranno citati animarono irripetibili stagioni culturali di Bordighera, talvolta anche della zona e del ponente) da Guido Seborga, trovò nella vicina Ventimiglia un mecenate molto discreto che, ospitandolo vicino a Porta Marina, gli diede l'occasione di studiare con calma i paesaggi, in particolare quelli aspri, e la natura del ponente ligure.
Guido Seborga, dal canto suo, non pago di avere già suscitato alti pensieri e valorizzato giovani di intelletto, una volta dedicatosi anche alla pittura, ben volentieri impartiva in Bordighera, sul finire degli anni Sessanta, disinteressate lezioni in materia, molto apprezzate da freschi virgulti.
Nico Orengo, il vero scopritore di Francesco Biamonti, quando presente nella zona di Ventimiglia e Bordighera, si teneva in genere più defilato in prossimità del confine francese e in Val Nervia, in località che furono per lui (come noto) grandi fonti di ispirazione.
Di Lalla Romano e di Francesco Biamonti esiste una fotografia che li colse in un intenso, plastico conversare. La scrittrice - ed artista - che già in gioventù aveva frequentato la Riviera, segnatamente Sanremo, cui in seguito la legarono anche altri affetti, nella sua intensa vita, conclusa in un luogo altamente evocativo, quale Brera in Milano, fu anche una grande amica di Bordighera, come tante tracce lasciate ancora documentano.
A Lalla Romano in Bordighera è stata intestata una viuzza pressoché di
campagna, a settentrione di regione Due Strade, non discosto dalla
Frazione Borghetto San Nicolò.
Quasi a chiudere un minuto racconto, non si può dimenticare che Enzo Maiolino, sodale apprezzato da tanti personaggi, qui menzionati e non, e da sempre al fianco di Luciano De Giovanni, il quale non disdegnava, pertanto, frequentazioni di Bordighera, meditava ancora poco prima della morte, sulla base di scritti che forse si illudeva di ritrovare ancora, e proprio nella città delle palme, di realizzare un'opera altamente compiuta sulla figura di Giacomo Natta, a cui, peraltro, aveva continuamente dedicato forte attenzione sotto forma di saggi critici e, addirittura, di cura di ristampa di talune opere.
Adriano MainiFig. 1 - L’Approdo alla TV, “Radiocorriere”, 20-26 gennaio 1963 - qui ripresa da Raffaella Perna, art. cit. infra |