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domenica 7 dicembre 2025

Uno dei ragazzi dalle "magliette a strisce"



Stefano era stato uno dei ragazzi dalle "magliette a strisce" che, infiammati dal comizio di Sandro Pertini del 30 giugno 1960 in Piazza De Ferrari, avevano costituito la spina dorsale delle imponenti manifestazioni dei primi di luglio di quell'anno, le quali, pur funestate dalle brutali cariche della polizia, avevano infine impedito lo svolgimento del congresso dei neofascisti del Msi a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza.
Pochi anni dopo questi eventi, capostazione a Ventimiglia, prese ad abitare tra Vallecrosia, dove confermò la sua iscrizione al Partito comunista, e la zona di confine con la Francia.
Fu dirigente locale del sindacato di settore della Cgil, allora in sigla denominato S.F.I., la cui sede, con il nuovo appellativo, comprensivo di tutti i trasporti, è rimasta tale e quale presso lo scalo. Ostinato nelle sue idee, venne presto in contrasto con altri colleghi. Aveva fatto, comunque, in tempo ad animare il Dopolavoro Ferroviario anche con un cineforum, così teatro di forti dibattiti, che altri, non lui, fecero in modo di chiudere, e a collaborare con altro dinamico e simpatico ferroviere per la realizzazione di gite in Costa Azzurra, tra cui rimase memorabile quella sino ai musei di Saint-Paul-de-Vence: in ogni caso faceva in modo che fossero presenti anche persone non dello stretto ambiente.
Dei viaggi che privatamente fece all'estero il figlio di un altro ferroviere conserva ancora la fotografia che li ritrae davanti al più famoso ponte di Londra, il "Tower Bridge", insieme ad una occhialuta graziosa ragazza, di cui non si sa più niente.
 
Adriano Maini 

 

lunedì 18 aprile 2011

Un po' di appunti


Credo di avere già accennato in precedenza al fatto che mi sia sempre aggradato raccontare ed ascoltare aneddoti e descrizioni di situazioni, tutti significativi, - storie, insomma -, con la pretesa di uscire da banalità e luoghi comuni per un approccio diverso, se non alla Storia, al piano del costume sociale. Con questo spirito penso di essermi ritrovato sul blog. Insomma, per la serie "mi piace scrivere per me stesso".

E colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta gli estensori dei commenti ai miei post, perché un po' tutti hanno contribuito in un modo o nell'altro a farmi riaffiorare alla mente spezzoni di vita vera, vista od intesa, con cui continuo ad alimentare la mia presenza sul Web. Con altri contenuti non saprei affrontare il mezzo, perché troppo uso da sempre a discutere vis à vis argomenti più impegnativi o più privati.

Senonché già con il blog mi sta talora capitando, per modo di dire, di ripassare - come si sarà inteso - fattispecie particolari con amici e conoscenti, con cui non riesco - sono i casi della vita! - ad avere se non saltuarie frequentazioni. Ancor più con altri usi di Internet, già qui discussi. Proprio stamane ho rivisto una cara coppia di coniugi  con cui da tempo ormai ero più solo in contatto ... digitale. Con altri le cose sono più composte, tipo vedersi più spesso e scambiarsi email. Di base sempre fotografie, guarda caso. Molte private, invero. Il tutto mi rafforza l'intendimento di affrontare, ma anche di udire, altre storie. Magari più corpose delle mie.

Qualche esempio.


Nella foto qui sopra si può notare il cortile della storica palestra di Ventimiglia, dove per decenni, anche dal lontano centro storico, ragazzini ed allievi di avviamento, medie inferiori ed istituti superiori della città di confine svolgevano le loro lezioni di educazione fisica. Prima che ogni scuola se ne dotasse in autonomia. Messa da me su Facebook un'immagine d'anteguerra di questo edificio, in diversi commenti é emersa la memoria di quanto ho appena evidenziato, ma ancora altro. Dopo di che ho rinverdito altre testimonianze, che prima o poi cercherò di illustrare.


Un particolare degli scavi a Nervia di Albintimilium, la Ventimiglia Romana, con annesso scorcio di Antiquarium, mi fa pensare che sempre via Web abbia avuto una certa ripresa di contatti, probabilmente a breve da parte mia foriera, stante la competente collaborazione dell'amico interlocutore, di articoli ben più interessanti di quelli che sinora abbia scritto.


Vedere, come ho già postato altra volta, in attesa di demolizione la casa dove per più di settant'anni almeno un componente del lato materno della mia famiglia ha vissuto in Bordighera, ebbene questo sì mi suscita un po' di nostalgia, perché questa mi può venire solo se penso a quando ero bambino: ed in quel sito da piccolo ci sono stato veramente tanto. Mi consola che nell'attuale abbandono la natura faccia il suo corso con quel prosperare di arbusti. Ma tra rivedere amici dell'adolescenza che abitano ancora lì vicino e farmi, anche in altre occasioni, casualmente tornare alla mente persone e fatti in qualche maniera lì o lì intorno riconducibili, mi porterà prima o poi ad altri discorsi.

Insomma, ho steso una serie un po' così di appunti, che forse non riuscirò ad utilizzare, per ringraziare i miei gentili lettori in modo irrituale, irrituale perché é sempre troppo forte in me la tentazione di fare l'anticonformista.