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Camporosso (IM): la provinciale di Val Nervia poco oltre la vecchia distilleria
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Imperia: il campo di atletica al Prino |
Negli anni Sessanta, in qualche caso
anche oltre, poteva capitare di imbattersi in singolari circostanze.
Odori dolciastri di distilleria accoglievano di tanto in tanto al campo
di atletica del Prino ad Imperia - all'epoca una struttura dell'Esercito
- i partecipanti ai campionati provinciali studenteschi e gli atleti di
Maurina e di Foce, società rispettivamente del capoluogo provinciale e
di Sanremo, sia in occasione di allenamenti che di gare. Fragranze di
tal genere davano il benvenuto a chi in Corso Genova di Ventimiglia
lasciava o entrava in regione Nervia, a chi transitava lungo la
provinciale di Val Nervia in località - anche questa! - Nervia di
Camporosso, a chi passava in zona Bigarella, angolo Via Romana, di
Bordighera. Alla distilleria storica della Frazione Latte di
Ventimiglia, posta all'imbocco della strada per Villatella, sono state
dedicate diverse pagine scritte di rievocazione.
Le
rivisitazioni di lungo periodo comportano, tuttavia, un discorso che
porterebbe molto lontano, addirittura alla fabbrica di profumi di
Vallecrosia, aperta oltre un secolo fa, ma già chiusa in epoca lontana, o
all'opificio Andracco di Bordighera. O all'analisi seria, di carattere
socio-economico, di distillerie tuttora esistenti, come quella di
Vallebona.
Con
queste righe, invece, si è tentato di cogliere aspetti curiosi, specie
della zona intemelia. Già così facendo verrebbero in mente ulteriori e
variopinte divagazioni: come non pensare, infatti, in questa direzione
ad almeno un estroso personaggio uso ad esporre al MOAC di Sanremo
essenze ed altri derivati della lavanda e a presentare i suoi prodotti
con fare da imbonitore d'antan?
A inseguire la memoria di appaganti effluvii si corre il rischio, consapevole, di spaziare assai.
A
saperli cogliere, ancora oggi ci si può lasciare inebriare dai profumi
intensi delle jacarande quando queste iniziano a sfiorire: di
particolare forza quanto capita in proposito in Via Romana a Bordighera
sopra il Giardino Monet. Questa esperienza, invece, viene ormai da lungi
impedita, come hanno sottolineato anche personaggi illustri, per i
pitosfori, pur molto numerosi nella zona intemelia: un fenomeno negativo
che non tutti i commentatori hanno colto, forse perché tipico della
Liguria.
Gli aromi di caffè
appena tostato erano sino a poco tempo fa una costante in tutto il
Paese. Il ponente ligure conferma tuttora in larga misura la tradizione,
ad esempio in Piazza Dante ad Imperia ed in Via Fiume a Sanremo. Ma é
uno scomparso esercizio di Via Prè a Genova che ha ricevuto di recente
gli onori del ricordo indiretto da parte di una brillante penna - forse
ignara del fatto che allo stato attuale non troverebbe più riscontro per
la sua memoria - di una ex studentessa universitaria degli anni
Sessanta sul blog di Chiara Salvini: "Con
tutto ciò, devo dire che quello che amo ancora di Genova è il profumo
del caffè che si respirava nei suoi vicoli: quando uscivo dall’ambiente
polveroso dell’Università di via Balbi andavo a Principe attraversando
via Prè e lì c’era la Genova che mi piaceva: mi piace De André perché ha
amato e cantato quella città, per tanti versi inospitale". Non sarà
del tutto fuori tema sottolineare, a questo punto, che furono clienti
assidui della torrefazione di Via Prè tanti ferrovieri del personale
viaggiante che prendevano servizio alla stazione di Ventimiglia.
Adriano Maini